Resilienza e futuro, all’Aquila il confronto con il ministro Urso

Una giornata dedicata al valore profondo del “saper fare” italiano.

di Sabrina Giangrande | 20 Marzo 2026 @ 06:00 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Una giornata dedicata al valore profondo del “saper fare” italiano, ma anche un’occasione concreta di confronto sulle prospettive economiche del territorio. Si è svolto ieri all’Auditorium del Parco il convegno promosso da Confartigianato Imprese in occasione della Giornata della Cultura Artigiana e anche festa di un artigiano assai famoso San Giuseppe, che ha visto la partecipazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, presente anche il Sottosegretario Fausta Bergamotto.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Pierluigi Biondi, del Presidente di Confartigianato L’Aquila Angelo Taffo, del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, introduzione ai lavori da parte del Presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli, con l’intervento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso su “Le Politiche per il Made in Italy”. Al centro dell’incontro il ruolo dell’artigianato come motore del Made in Italy e leva strategica per lo sviluppo, soprattutto in una fase economica segnata da incertezze e tensioni internazionali. In seguito sono intervenuti, il Presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci, Guido Iacchetti, Erika Liberati, Roberto Galbiati e Mauro Magatti.

A delineare il quadro locale è stato il presidente di Confartigianato L’Aquila Angelo Taffo, che ha evidenziato come le imprese del territorio arrivino da un periodo complesso e ancora privo di una piena stabilità. Nonostante questo, ha sottolineato la vitalità del tessuto produttivo aquilano: micro e piccole imprese “vive e vivaci”, che però necessitano di essere accompagnate nei processi di crescita.

Negli ultimi mesi l’associazione ha avviato un lavoro strutturato sul territorio, puntando su iniziative locali e su un rinnovato dialogo con le imprese. Tra le priorità indicate da Taffo emergono la formazione, la riduzione della burocrazia e un accesso al credito più agevole. Centrale anche il tema dell’innovazione: le nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, non sono più viste come un ostacolo, ma come un’opportunità concreta per rafforzare la competitività delle aziende artigiane.

A rafforzare questo messaggio è stato il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli, che ha sottolineato il valore simbolico dell’Aquila come città in ricostruzione e esempio di resilienza. «Gli artigiani non si arrendono mai di fronte agli ostacoli», ha affermato, evidenziando come creatività, unicità e capacità manifatturiera rendano il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo. Granelli ha invitato a mantenere fiducia e ottimismo anche in una fase geopolitica complessa, ricordando come oggi essere artigiani significhi saper coniugare tradizione e innovazione, restando competitivi sui mercati globali grazie alla qualità e alla bellezza dei prodotti.

Non è mancato un passaggio su una delle criticità più rilevanti per il settore: la carenza di manodopera. Il presidente ha lanciato un appello ai giovani, sottolineando come l’artigianato possa rappresentare una concreta opportunità di crescita personale e professionale. «Dobbiamo essere attrattivi e ridurre il numero di NEET», ha spiegato, indicando nella formazione e nell’avvicinamento dei ragazzi al mondo artigiano una delle sfide principali per il futuro del Paese.

Granelli ha inoltre richiamato i dati del rapporto del Centro Studi presentato proprio all’Aquila, che fotografano il peso economico delle cosiddette “4A” del Made in Italy, alimentare, abbigliamento, arredamento e automazione, responsabili di oltre il 60% dell’export nazionale, pari a 383,8 miliardi di euro. Un sistema produttivo che coinvolge quasi 393mila imprese e 2,87 milioni di addetti, con l’artigianato che rappresenta oltre la metà delle aziende del comparto.

Accanto a questi numeri, il presidente ha evidenziato una criticità sempre più urgente: la carenza di manodopera qualificata. Nel 2025, a fronte di 719mila lavoratori richiesti dalle imprese delle “4A”, oltre 382mila risultano difficili da reperire, con percentuali particolarmente elevate nei settori della meccanica, della moda e del legno-arredo.

Proprio per questo Granelli ha ribadito la necessità di rendere il lavoro artigiano più attrattivo per i giovani, indicando nella formazione tecnica e nel ricambio generazionale una delle sfide decisive per il futuro del sistema produttivo italiano.

A chiudere il confronto, le dichiarazioni del ministro Adolfo Urso, che ha affrontato i nodi più urgenti per imprese e famiglie, a partire dal tema dell’energia. Urso ha rivendicato il taglio delle accise sui carburanti, definendolo un intervento necessario per sostenere il sistema produttivo, e ha puntato il dito contro il peso degli ETS europei, considerati un “carico insopportabile” sui costi energetici.

Il ministro ha inoltre ribadito la disponibilità del Governo a intervenire nuovamente, come già fatto con il decreto bollette, qualora l’Europa non adotti misure efficaci per contenere il costo dell’energia.

Non è mancato un passaggio simbolico sul significato della giornata e sulla scelta dell’Aquila come sede dell’evento. «È il simbolo della resilienza italiana», ha dichiarato Urso, richiamando la capacità della città di ricostruire dopo il terremoto e paragonandola alla forza del tessuto artigiano nazionale.

Un messaggio condiviso da tutti gli interventi: l’artigianato non è solo tradizione, ma una componente dinamica e strategica del futuro economico del Paese, capace di coniugare identità, innovazione e sviluppo. Ha moderato i lavori il giornalista Rai Federico Quaranta che si è definito, in apertura evento, un artigiano.

https://youtu.be/HByqhjv1fYc



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