Ennio Bellucci in libreria dopo Pasqua con “La piazze”, libro di liriche e racconti su Pratola Peligna
di Redazione | 26 Marzo 2026 @ 09:59 | ATTUALITA'
Il nuovo volume in uscita dopo le festività pasquali
Sarà disponibile nelle librerie subito dopo le festività pasquali il nuovo libro del giornalista Ennio Bellucci, intitolato “La piazze” (“La piazza”). Il volume raccoglie componimenti, racconti e testimonianze scritti in dialetto pratolano, proponendo un ritratto della vita, delle tradizioni e della comunità di Pratola Peligna.
L’opera è pubblicata da ANICIA Edizioni e contiene contributi firmati da esponenti del panorama culturale abruzzese, tra cui Giovanni D’Alessandro, Goffredo Palmerini, Daniela D’Alimonte, Beppe Frattaroli, Mauro Di Benedetto, Stefano Pallotta, Claudio Lattanzio, Luigi Liberatore, Gaetano Villani e Francesco Barone.
Il volume si avvale inoltre delle immagini pittoriche di Bruno Santarelli, degli scatti fotografici di Giuseppe Nicola Smerilli e di una nota biografica sull’autore accompagnata da una caricatura realizzata da Franco Pasqualone, già collaboratore del quotidiano Il Centro.
Un viaggio tra memoria, dialetto e identità
Con oltre 120 pagine, “La piazze” si presenta come un percorso tra liriche, memoria e racconto collettivo, costruito attorno alla dimensione quotidiana di una comunità radicata nel proprio territorio. Bellucci, forte della lunga esperienza maturata nella redazione Tgr Rai Abruzzo, torna a raccontare il mondo abruzzese attraverso una scrittura che intreccia osservazione sociale, tradizioni e cambiamenti.
Il libro si sviluppa come un itinerario poetico e narrativo che parte da una dimensione intima per aprirsi a una riflessione più ampia, facendo emergere figure del passato e del presente senza indulgere alla nostalgia. Nei testi trovano spazio emozioni, frammenti di memoria e una rappresentazione del tempo attuale affidata a una sensibilità attenta alle relazioni umane.
Tra i temi che attraversano l’opera emergono l’amore, l’amicizia, il rispetto e la consapevolezza di sé, in una narrazione che si nutre di immagini, suoni, colori e richiami sensoriali. Accanto alla memoria, si affaccia anche una vena ironica che accompagna il racconto e contribuisce a restituire profondità e vitalità all’esperienza narrata.


