Comunicazione del rischio, all’Aquila il confronto a 17 anni dal sisma: magistrati e giornalisti a dibattito

di Alessio Ludovici | 27 Marzo 2026 @ 21:06 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Dalla comunicazione tesa a rassicurare nel 2009 a quella, per molti versi opposta, segnata da toni più allarmistici dopo il sisma del Centro Italia, anche come effetto del processo alla Commissione Grandi Rischi, fino all’infodemia durante la pandemia da Covid. Alberto Orsini e gli altri relatori hanno ripercorso le tappe di un dibattito che, a distanza di anni, resta aperto: come si comunica correttamente il rischio alle popolazioni?

Si è tenuto all’Aquila, a 17 anni dal terremoto del 2009, l’incontro pubblico “Tranquilli? Cultura della comunicazione del rischio dopo 17 anni dal terremoto dell’Aquila”, promosso dal giornalista aquilano Alberto Orsini. L’appuntamento, ospitato al Palazzetto dei Nobili nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026, ha riportato al centro del dibattito un tema sempre più rilevante nel panorama scientifico, istituzionale e mediatico.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione sui cambiamenti nel modo di comunicare il rischio in Italia negli anni successivi al sisma aquilano, affrontando il rapporto tra scienza, istituzioni, informazione e opinione pubblica.

Al dibattito, oltre allo stesso Orsini – autore del volume “Tranquilli – Il processo alla Commissione Grandi Rischi” – hanno partecipato i magistrati Marco Billi e Fabio Picuti, protagonisti delle vicende giudiziarie legate al post-sisma, e i giornalisti Giustino Parisse (Il Centro) e Michela Santoro, che ha moderato l’incontro.

Il libro di Orsini ripercorre in chiave giornalistica l’intero procedimento giudiziario aperto dalla procura aquilana nei confronti della Commissione Grandi Rischi dopo il terremoto del 6 aprile 2009, che causò 309 vittime, circa 1.500 feriti e 100 mila sfollati. Gli scienziati furono imputati di omicidio colposo e lesioni, per poi essere assolti in via definitiva nel 2016, mentre l’unica condanna definitiva riguardò l’ex vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis.



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