Progettava una strage a scuola, arrestato un 17enne pescarese
di Redazione | 30 Marzo 2026 @ 09:54 | CRONACA
Un diciassettenne originario del Pescarese e residente a Perugia è stato arrestato dai carabinieri del Ros con l’accusa di aver progettato una strage in ambito scolastico. Il provvedimento cautelare è stato emesso nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura dei minorenni dell’Aquila, che contesta al ragazzo anche i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il minorenne avrebbe cercato informazioni e documentazione finalizzate alla realizzazione di armi e ordigni, maturando un progetto ispirato ai casi di stragi scolastiche avvenute all’estero. L’operazione si è sviluppata tra Abruzzo, Umbria, Emilia-Romagna e Toscana e ha portato anche all’esecuzione di sette perquisizioni nei confronti di altrettanti minorenni.
L’inchiesta e il materiale sequestrato
Gli accertamenti investigativi avrebbero ricostruito un’attività di ricerca mirata su manuali e istruzioni tecniche relative alla costruzione di armi da fuoco e ordigni. Tra il materiale sequestrato figurano, secondo gli investigatori, documenti su sostanze pericolose e testi riconducibili a pratiche di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, elementi che la Procura inquadra in una prospettiva di finalità terroristica.
L’inchiesta avrebbe inoltre documentato l’interesse del ragazzo per strumenti e contenuti legati alla fabbricazione artigianale di armi, comprese soluzioni realizzabili con tecnologie di stampa 3D. In base alla ricostruzione investigativa, il progetto violento avrebbe avuto come obiettivo il contesto scolastico.
I contatti online e la matrice ideologica
Un ulteriore fronte dell’indagine riguarda la partecipazione del minorenne a un gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, descritto dagli investigatori come uno spazio digitale incentrato su contenuti suprematisti, neonazisti e accelerazionisti, con riferimenti alla presunta superiorità della cosiddetta “razza ariana”.
Nello stesso ambiente online, sempre secondo quanto riferito dagli inquirenti, venivano esaltati autori di stragi di massa e diffusi contenuti capaci di alimentare dinamiche emulative. I sette minorenni raggiunti dalle perquisizioni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
L’indagine, coordinata dalla magistratura minorile aquilana, riporta l’attenzione sul tema della radicalizzazione in rete tra giovanissimi e sulla diffusione, attraverso gruppi e canali social, di linguaggi estremisti fondati sulla violenza, sull’odio razziale e sull’emulazione di atti stragisti. In questo quadro, l’intervento degli investigatori si colloca come misura di prevenzione rispetto a un progetto che, secondo l’accusa, aveva già assunto contorni concreti.


