Un giorno a L’Aquila tra piazze, basiliche e simboli della rinascita
di Barbara Ulian | 21 Aprile 2026 @ 06:00 | RACCONTANDO
C’è un modo per conoscere L’Aquila che va oltre la semplice visita: basta lasciarsi guidare dai suoi silenzi, dalle pietre che raccontano e da quella forza discreta che attraversa ogni strada. Un giorno può sembrare poco, eppure è sufficiente per cogliere l’anima di una città che ha imparato a ricostruirsi senza perdere sé stessa.
Il cammino comincia da Piazza Duomo, spazio ampio e luminoso che oggi è tornato a essere un luogo vissuto, dove il tempo sembra riprendere il suo ritmo. Qui si percepisce una vitalità nuova, fatta di passi, incontri e sguardi. A pochi metri si staglia la Cattedrale di San Massimo: ancora segnata dal terremoto, rappresenta una ferita aperta ma anche un simbolo di attesa e speranza.
Proseguendo lungo Corso Vittorio Emanuele, si attraversa il cuore cittadino, tra palazzi storici e cantieri che raccontano un presente in trasformazione. Ogni angolo custodisce tracce del passato e piccoli segnali di rinascita, in un equilibrio delicato che rende la passeggiata intensa e autentica.
Tra le tappe più suggestive emerge la Basilica di San Bernardino da Siena, con la sua facciata imponente e gli interni ricchi di dettagli che parlano di arte e devozione. Poco distante, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio accoglie il visitatore con la sua eleganza fatta di geometrie e colori, un luogo che trasmette quiete e raccoglimento.
Poi c’è la Fontana delle 99 Cannelle, dove l’acqua scorre da secoli raccontando la storia delle origini della città. È un luogo simbolico, quasi ipnotico, dove fermarsi qualche minuto significa entrare in contatto con le radici più profonde dell’Aquila. Il percorso può proseguire verso il Castello Cinquecentesco, una delle immagini più riconoscibili della città, forte nella sua imponenza e capace di evocare la lunga storia aquilana. Al suo interno trova spazio il Museo Nazionale d’Abruzzo, custode della memoria artistica e culturale del territorio, dove il celebre scheletro del Mammut aggiunge meraviglia al racconto del passato, sorprendendo il visitatore con una presenza straordinaria.
A fare da cornice all’inizio o alla fine della giornata, la Fontana Luminosa, punto di passaggio e di ritrovo, accompagna il visitatore dentro e fuori dal centro storico. Tutto si svolge entro un tessuto urbano antico, fatto di mura e quartieri che resistono al tempo.
L’Aquila non si lascia raccontare solo con i monumenti. È una città che si fa sentire, che chiede attenzione e restituisce emozioni sincere. In un solo giorno riesce a lasciare un segno, come quelle storie che non finiscono quando si gira l’ultima pagina.


