L’Aquila ritrova il Teatro San Filippo, dopo 17 anni riapre il cuore barocco della città
Simbolo concreto di una rinascita che passa attraverso i luoghi e le persone.
di Sabrina Giangrande | 17 Aprile 2026 @ 17:58 | L'AQUILA CAPITALE CULTURA
L’AQUILA – Diciassette anni dopo il sisma del 2009, la città riabbraccia uno dei suoi luoghi simbolo: il Teatro San Filippo torna a vivere, restituendo alla comunità non solo uno spazio architettonico di grande pregio, ma soprattutto un presidio culturale capace di generare incontro, identità e partecipazione.
La riapertura del complesso barocco, risalente alla metà del Seicento, si inserisce tra gli appuntamenti più significativi del programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un evento atteso e carico di significati, che segna un ulteriore passo nel percorso di rinascita della città e anticipa il ritorno, previsto entro la fine dell’anno, del Teatro Comunale.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte il sindaco Pierluigi Biondi, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il direttore del Fondo Edifici di Culto Alessandro Tortorella, insieme a protagonisti della musica italiana come Caterina Caselli e Giuliano Sangiorgi, con un collegamento speciale di Lorenzo Jovanotti.
Un parterre che richiama alla memoria il legame profondo tra il teatro e la canzone “Domani”, nata pochi giorni dopo il sisma del 2009, grazie all’impegno di numerosi artisti italiani. In primis Caterina Caselli e Giuliano Sangiorgi. Proprio i proventi di quel progetto hanno contribuito in modo concreto al recupero del San Filippo, rendendo la sua riapertura ancora più simbolica.
La giornata si è aperta con un incontro dedicato al restauro e alle prospettive future della struttura, curata dalla Soprintendenza e dal Comune, con il sostegno del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, proprietario del bene. La gestione sarà affidata al Comune dell’Aquila per i prossimi sei anni.
Nel suo intervento, il ministro Giuli ha sottolineato il valore profondo di questo ritorno, parlando di “orgoglio della riappropriazione” e definendo il teatro un luogo capace di esprimere “meraviglia”, cifra essenziale del barocco e dell’identità culturale aquilana. Una città, ha aggiunto, che si conferma naturalmente Capitale della Cultura per la sua storia e per la sua capacità attrattiva.
Parole condivise dal sindaco Biondi, che ha ricordato come il San Filippo sia stato negli anni molto più di un semplice spazio scenico: “un luogo di comunità, di formazione, di sperimentazione”, attraversato da generazioni di giovani grazie alle attività del Teatro Stabile, del Teatro Accademico Universitario e del Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo che è fu fondato nel 1978 all’Aquila, rivolto soprattutto al teatro ragazzi e alla sperimentazione. Il fondatore principale e direttore storico è Antonio Massena, presente anche lui insieme a Maria Cristina Giambruno. Massena ha guidato l’associazione dal 1978 fino al 2015, anno della fusione con il Teatro Stabile d’Abruzzo. Ricordiamo insieme a Massena e Giambruno anche la figura di Antonio Centofanti, per tutti Totò.
Nell’intervista rilasciata subito dopo il taglio del nastro Massena esprime si la gioia per un Teatro che rinasce ma anche un senso di rammarico per un passato storico e fondamentale dei “padri fondatori” del Teatro San Filippo con L’Uovo, che andava ricordato con una targa per la città e soprattutto per le future generazioni.
Particolarmente emozionante anche l’intervento di Caterina Caselli, dopo la proiezione del video della canzone “Domani”, ha voluto leggere con la voce rotta dall’emozione tutti i nomi dei partecipanti ad un’iniziativa di solidarietà, che aiutò significativamente la città dell’Aquila. Momento intenso quello musicale: Giuliano Sangiorgi, al pianoforte, ha interpretato alcune strofe di “Domani”, prima di guidare cittadini e presenti in un’emozionante esecuzione corale in Piazza San Filippo durante il taglio del nastro. Un gesto collettivo che ha trasformato l’inaugurazione in una celebrazione condivisa, capace di unire memoria e futuro.
Con la riapertura prende il via anche “CostellAzioni”, il festival diffuso che animerà quartieri e frazioni, costruendo una rete culturale partecipata e policentrica. Un progetto che riflette la visione di una città viva, inclusiva, capace di rigenerarsi attraverso la cultura.
Il Teatro San Filippo, rimasto aperto per visite straordinarie già nella giornata inaugurale, torna così ad essere uno spazio accessibile e vissuto, simbolo concreto di una rinascita che passa attraverso i luoghi e le persone. Non solo un teatro, ma una comunità che si ritrova.





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