La prima assoluta di “Faccia a faccia con San Francesco. Poeta di Dio e del mondo”
di Sabrina Giangrande | 20 Aprile 2026 @ 06:00 | L'AQUILA CAPITALE CULTURA
L’AQUILA – Una Basilica di San Bernardino da Siena colma in ogni ordine di posti, con fedeli e appassionati assiepati anche lungo le navate, ha fatto da cornice a una serata che resterà impressa nella memoria collettiva della città. Sabato 18 aprile, la prima assoluta di “Faccia a faccia con San Francesco. Poeta di Dio e del mondo”, proposta dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese, ha riscosso una risposta straordinaria, culminata in applausi lunghi, calorosi e partecipati, autentica manifestazione di affetto verso l’ISA e il suo percorso artistico.
In apertura i saluti istituzionali affidati al Presidente dell’Istituzione Sinfonica Alberto Mazzocco, cui si sono susseguiti i saluti portati a nome della municipalità aquilana, dall’assessore Laura Cucchiarelli, i sentiti ringraziamenti da parte del Direttore artistico Ettore Pellegrino che ha voluto ricordare il compianto Maestro Vittorio Antonellini, omaggiato da lunghi applausi. Pellegrino ha poi invitato i due Maestri delle corali cittadine coinvolte il Maestro Carlo Mantini della Corale Gran Sasso e il Maestro Ettore Maria Del Romano per la Corale Novantanove.
Un successo che va oltre il valore musicale dell’evento e racconta il legame profondo tra l’orchestra e la comunità aquilana. La conclusione della 51.ma stagione dei concerti si è trasformata così in un momento di condivisione collettiva, in cui il pubblico ha voluto rendere omaggio non solo agli artisti sul palco, ma a una istituzione che da oltre mezzo secolo rappresenta un presidio culturale fondamentale per il territorio.
Fondata il 4 novembre 1970 su impulso di Nino Carloni, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese nasce con l’ambizione di costruire all’Aquila un centro di cultura musicale capace di coniugare produzione, diffusione e didattica. Un progetto lungimirante che, nel tempo, ha saputo consolidarsi fino a diventare punto di riferimento non solo regionale ma anche nazionale. Il debutto ufficiale avvenne proprio nella Basilica di San Bernardino il 21 aprile 1974, sotto la direzione del maestro Gianluigi Gelmetti, mentre nel 1975 arrivò il riconoscimento come Istituzione Concertistico-Orchestrale con orchestra stabile.
Un percorso che affonda le radici in una visione più ampia, portata avanti dallo stesso Carloni, già promotore della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, de I Solisti Aquilani e di importanti realtà formative come il Conservatorio “A. Casella” e la cattedra di Storia della Musica dell’Università dell’Aquila. Un sistema culturale che ha contribuito a definire l’identità musicale della città.
Ed è proprio questa storia che sembra risuonare nei lunghi applausi che hanno accompagnato la conclusione della serata. Un abbraccio collettivo all’ISA, sottolineato dalla partecipazione emotiva del pubblico di fronte a un’opera che ha saputo unire musica, poesia e spiritualità.
«Le emozioni sono tante, ma non contano. Cioè, le emozioni contano se diventano una strada, un albero, un po’ di rugiada. Quindi le emozioni sono tante e passeranno. Quello che rimane è un segno d’arte molto bello in questa bellissima chiesa e il segno che L’Aquila è una comunità culturalmente, e quindi umanamente, molto viva», ha dichiarato Davide Rondoni, voce recitante e autore dei testi.
Entusiasta anche Simona Molinari, protagonista con la sua voce: «Emozioni bellissime, fortissime! I testi sono stati meravigliosi, scritti da Davide Rondoni, la musica scritta dal maestro Molinelli, una musica che entra nel cuore. Io penso che ci sia una musica che è fatta per divertire e una musica che è fatta per convertire, cioè portare dentro. E questa mi ha riportato anche alla mia infanzia, perché sono cresciuta in una comunità di francescani, per cui diciamo che da piccola Francesco era il mio supereroe. Per cui celebrarlo qui oggi è stato emozionante, emozionante davvero».
Visibilmente soddisfatto il compositore Roberto Molinelli: «Le emozioni sono grandissime, l’accoglienza del pubblico aquilano è stata per me incredibile. Come per ogni autore che scrive qualcosa, proporre un proprio figlio e vedere questa accoglienza è stato veramente fantastico. Musicare la vita di Francesco è stato per me molto creativo, perché lui è stato un grandissimo personaggio creativo, capace di unire la riflessione della preghiera con l’amore sconfinato per il creato.»
Una serata che ha unito arte e identità, passato e presente, e che ha confermato ancora una volta quanto L’Aquila sappia riconoscersi nella sua musica e nei suoi protagonisti. Gli applausi finali, generosi e prolungati, sono stati il segno più evidente di questo legame: un tributo sentito all’Istituzione Sinfonica Abruzzese, patrimonio vivo della città.



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