L’Aquila e le scuole in centro, il Comitato: “Dopo 17 anni restano 3.500 studenti nei Musp”

di Redazione | 20 Aprile 2026 @ 11:02 | ATTUALITA'
L’Aquila e le scuole in centro, il Comitato: “Dopo 17 anni restano 3.500 studenti nei Musp”

Da Teramo a Treviso e Lucca, i casi citati dal Comitato Scuole Sicure

“Teramo ha scuole al centro, come Lucca e Treviso. L’Aquila le nega. Da diciassette anni”. Parte da questa constatazione l’intervento della Commissione Oltre il Musp e del Comitato Scuole Sicure, che mettono a confronto il percorso del capoluogo abruzzese con quello di altre città italiane.

Nel documento viene richiamato il caso di Teramo, dove il 16 aprile 2026 il sindaco ha consegnato i lavori della scuola Savini, edificio storico vincolato situato nel cuore della città, interessato da interventi di adeguamento sismico e restauro conservativo. Il Comitato richiama anche le parole del primo cittadino teramano, che avrebbe spiegato come la scelta di riportare le scuole in centro sia stata ritenuta decisiva anche per contrastare le criticità del centro storico.

Accanto a Teramo vengono citati anche altri esempi, come Treviso, dove il 9 aprile 2026 sono state inaugurate le scuole Stefanini, demolite e ricostruite nella sede originaria in centro storico, e Lucca, dove nel 2025 l’Istituto Civitali è tornato nell’ex convento di San Nicolao, edificio del XIV secolo, dopo tre anni di lavori con adeguamento sismico.

Secondo il Comitato, questi casi dimostrano che le scuole nei centri storici possono essere realizzate in sicurezza e che la loro presenza rappresenta anche un elemento di ricostruzione sociale.

“A L’Aquila ancora 3.500 bambini nei Musp”: le richieste all’amministrazione comunale

Nel testo si sostiene che, a differenza di quanto avviene in altre città, all’Aquila il ritorno delle scuole in centro sarebbe stato pubblicamente definito un modello superato, mentre a diciassette anni dal sisma restano ancora 3.500 bambini e bambine nei Musp.

La Commissione Oltre il Musp e il Comitato Scuole Sicure richiamano il dossier comunale datato settembre 2025, nel quale vengono indicati sette cantieri con fine lavori prevista nel 2026, ma nessuno collocato nel centro storico. Viene inoltre segnalato che su alcuni interventi gravano già sospensioni e proroghe e che, nel caso del polo di Collemaggio, si sarebbe ancora alla fase del documento di indirizzo.

Alla carenza di edifici si aggiungerebbe, secondo i firmatari, anche l’assenza di servizi, come lo scuolabus per le scuole medie, definito un servizio normalmente garantito nella maggior parte dei Comuni italiani ma non presente all’Aquila.

Per questo il Comitato rivolge alcune domande all’amministrazione comunale in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026-2027: quanti Musp saranno chiusi entro settembre 2026, quali scuole verranno inaugurate, se verrà attivato lo scuolabus per le medie e quando saranno pubblicati gli indici aggiornati di vulnerabilità sismica degli edifici esistenti frequentati ogni giorno da migliaia di studenti.

La conclusione del documento affida il tema a una valutazione politica precisa: “L’attenzione per la scuola non è una questione di risorse. È, semplicemente, una questione di priorità”.



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