Ad Assisi presepe di Castelli e albero di Natale dell’Aquila

di Fabio Iuliano | 24 Novembre 2025 @ 14:22 | CULTURA

Dieci figure in ceramica e un cedro di 13 metri raccontano il legame tra Abruzzo e la città di san Francesco. Un presepe in ceramica che nasce tra i banchi di scuola e un albero che arriva dalle montagne d’Abruzzo per illuminare la città di san Francesco. È il percorso che porterà il Presepe monumentale di Castelli e il grande albero di Natale donato dall’Aquila ad Assisi, per un Natale nel segno della pace e della fraternità.

L’annuncio è stato dato nella basilica di Santa Maria di Collemaggio alla presenza, tra gli altri, del consigliere regionale Carla Mannetti, del delegato dei vescovi d’Abruzzo monsignor Michele Fusco, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del sindaco di Castelli Rinaldo Seca, dell’arcivescovo metropolita Antonio D’Angelo, del presidente di Ance Abruzzo Enrico Ricci, dei rappresentanti del Liceo artistico “Grue” e del Comando provinciale dei Vigili del fuoco.

Il presepe, nato negli anni Sessanta nelle aule dell’Istituto d’arte “Grue” di Castelli, è una grande opera collettiva composta da 54 statue in ceramica policroma che uniscono la tradizione della maiolica castellana a richiami all’arte antica greca, sumerica ed egizia, con forme cilindriche e moduli ad anelli sovrapposti. Per Assisi è stata selezionata una parte dell’allestimento, dopo le esposizioni a Roma, in Vaticano e in diverse città del mondo.

L’albero di Natale è un Cedrus atlantica glauca alto circa 13 metri, proveniente dal territorio del Comune dell’Aquila, donato dall’azienda “Cordeschi giardinaggio” e trasportato in collaborazione istituzionale dal Comando dei Vigili del fuoco.

Per Biondi il cedro azzurro è “un ponte ideale tra L’Aquila e Assisi” e si inserisce in un rapporto rafforzato dal Patto tra Collemaggio e Porziuncola e dal Premio del Perdono alla comunità assisana. Monsignor Fusco delegato dei vescovi d’Abruzzo, ha ricordato il presepe come “elemento identitario della fede e della tradizione cattolica” e come invito a “metterci in cammino, a non fermarci mai e ad arrivare da Gesù”, nel solco dei gemellaggi tra Abruzzo e Assisi.

L’arcivescovo D’Angelo ha richiamato le parole di Benedetto XVI, definendo l’albero di Natale «segno e richiamo» di una luce che continua a illuminare anche nei momenti di difficoltà, e ha legato il gesto alla rinascita spirituale, architettonica e culturale dell’Aquila.

Dal mondo delle imprese, Ricci (Ance Abruzzo) ha parlato di un progetto «in linea con la filosofia dell’associazione», che rafforza il legame tra Abruzzo e Umbria, “due territori colpiti dal sisma che rinascono nel segno dell’unione e della speranza”.

Il custode del Sacro Convento di Assisi, Marco Moroni, ha espresso “profonda gratitudine” alla Regione Abruzzo per una collaborazione che ha richiesto “pazienza, risorse e una tenacia straordinaria”, auspicando che la presenza del presepe e dell’albero sia “un’occasione di arricchimento” e un invito alla responsabilità nella cura della casa comune.

Per Giovanna Falconi, dirigente del Liceo artistico “Grue”, il presepe di Castelli è “un racconto di comunità e speranza» e portarlo ad Assisi significa condividere «l’identità più autentica dell’Abruzzo”, con una ceramica che “parla la stessa lingua di Francesco: quella della fiducia e della pace”.

“Il presepe e l’albero”, ha sottolineato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, “sono un segno di fraternità che l’Abruzzo offre ai pellegrini e ai visitatori di Assisi, rinnovando il legame tra la nostra terra e la città di san Francesco, tra san Francesco e san Pietro Celestino, tra la Perdonanza e la basilica di Santa Maria degli Angeli”.

L’inaugurazione con la benedizione del presepe e dell’albero è prevista l’8 dicembre, dopo la celebrazione eucaristica delle 17 nella basilica di San Francesco, presieduta dal vescovo di Teramo-Atri e delegato Ceam mons. Lorenzo Leuzzi. L’esposizione resterà visitabile fino al 3 febbraio 2026.



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