Apertura della caccia, scontro sulla tutela della fauna e nuove norme contestate

di Redazione | 19 Settembre 2025 @ 18:20 | ATTUALITA'

ABRUZZO – Apertura della caccia, scontro sulla tutela della fauna e nuove norme contestate – Da domenica 21 settembre è partita ufficialmente la stagione venatoria in tutta Italia, con i fucili di nuovo in campo. In numerose regioni è stato dato il via libera all’abbattimento di turdidi, beccacce e uccelli acquatici fino alla fine di gennaio, periodo che coincide con la delicata fase di migrazione verso i luoghi di nidificazione. La Lipu denuncia che tale decisione si pone in contrasto con le regole fissate dalla direttiva europea sugli uccelli selvatici.

La nota dell’associazione ambientalista sottolinea un ulteriore problema: la possibilità di cacciare ben 21 specie che versano in condizioni critiche. Nell’elenco figurano allodola, codone, quaglia, tortora selvatica, pavoncella e molte altre, tutte segnalate da Bruxelles nell’ambito della Procedura Pilot 2023/10542. Per queste specie, secondo la Commissione europea, mancano piani efficaci di gestione. In particolare, l’Unione ha chiesto una sospensione totale per tortora selvatica, quaglia, tordo sassello e fischione, oltre a una riduzione del prelievo del 50% per mestolone, codone e alzavola. Appelli che, a oggi, non hanno trovato riscontro.

A rendere il quadro ancora più controverso contribuisce il disegno di legge n. 1552, depositato al Senato dalla maggioranza con il sostegno del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. La proposta elimina le scadenze di chiusura della stagione fissate a fine gennaio e metà febbraio, amplia i territori in cui è consentito sparare, riduce le zone protette e ripristina gli impianti per la cattura degli uccelli da richiamo. Si tratta, secondo la Lipu, di un passo indietro di decenni.

“Un provvedimento incostituzionale e gravemente dannoso – commenta Giovanni Albarella, responsabile per l’associazione – che riporta l’Italia a un’epoca in cui la caccia si prolungava fino alla primavera, colpendo anche durante le rotte migratorie”.



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