Argentina, 1985.

di Carmen Marinacci | 06 Marzo 2023 @ 05:25 | RECENSIONI
Argentina

Argentina, 1985. Uno Stato. Una data. Una storia. LA STORIA.

Quella che va rievocata, conosciuta, approfondita. E’ il passato da dimenticare, ma allo stesso tempo da ricordare.

Ed è quello che fa il regista Santiago Mitre con questa pellicola, mette indietro la macchina del tempo, fino al 1985, anno in cui il Presidente argentino Raùl Alfonsìn, democraticamente eletto (!), firmò un decreto per sottoporre alla giustizia civile i principali esponenti della Giunta militare, braccio armato della dittatura politica che oppresse il Paese negli anni ‘70 e ’80; uomini responsabili di torture, scomparse e morti inferte ai dissidenti, dissidenti ipotetici, immaginati, immaginari. Condannati senza processo, senza legge, senza giustizia. La Guerra Sporca. Ma la stessa giustizia che hanno calpestato, ora rialza la testa e spazza via la bolla di impunità, plasmata dalla “vigliacca” élite militare, forte del suo perenne ricatto golpista.

Ed è in questo momento che si la pagina si gira. Stavolta il comandante non ha una divisa, le sue armi sono molto più affilate: determinazione, coraggio, ricerca della verità e fiducia nell’ideale. Il suo nome è Julio Strassera. E’ un procuratore. Le spalle che devono reggere tutto il peso di un sistema cementificato sono quelle di un uomo qualunque, ma la forza è quella di un supereroe. E’ solo. I veterani e nostalgici dell’ancien regime si sono schierati. Anche lui ha bisogno di soldati…forma un esercito di giovani leve, menti pulite. Prima tra tutte, quella del suo braccio destro, Luis Moreno-Ocampo. 

Questa pagina Mitre ce la racconta com’è, è sufficiente la grandezza del reale. Ma la ricercata semplicità è lo stesso valore aggiunto. Il tema greve viene letto attraverso gli occhi e lo spirito di un uomo, che è anche marito e padre, di una donna e di un figlio di cui è impossibile non innamorarsi. Lo spirito è ironico, umoristico, non per questo irrispettoso. Nell’aula di tribunale tutto si riappropria del doveroso rispetto, attraverso le testimonianze dell’inenarrabile, le grida di rabbia, il silenzio del dolore. 

Nonostante la rassegnata e consapevole sfiducia del principale attore/accusatore, El Proceso ha avuto il suo corso, e la sua mastodontica incisione nella pietra miliare della Storia dei fatti e degli uomini, è affidata alle  ricercate parole dell’arringa finale. Ognuna di esse è stata minuziosamente scelta, perchè, ciascuna ha l’arduo compito di scavare, ricordare, denunciare,  dare finalmente il GIUSTO nome a ciò che si è compiuto. E per questo, Nunca màs.

Miglior film straniero ai Golden Globes 2023 e candidato agli Oscar 2023 come miglior film in lingua straniera.

In attesa della cerimonia, lo trovate su Amazon Prime Video.

Argentina 1985



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