Assunzioni al Comune dell’Aquila: il nodo è sui numeri veri dei concorsi

di Alessio Ludovici | 13 Aprile 2026 @ 16:51 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Domani tornerà a riunirsi la prima commissione del Consiglio comunale dell’Aquila, chiamata a proseguire l’esame della vicenda legata al piano delle assunzioni a Palazzo Margherita. Una questione che nelle scorse settimane ha fatto molto discutere, dopo l’annuncio di 79 assunzioni previste entro il 2027, ma che, alla prova dei fatti, appare molto meno lineare di quanto inizialmente lasciato intendere.

Quel dato ha alimentato in città l’idea di una vasta stagione di concorsi pubblici. Ma dalla seduta di venerdì scorso è emerso un quadro diverso. L’assessore al Personale Laura Cucchiarella e il consigliere comunale con delega al Lavoro Fabio Frullo hanno chiarito che il numero complessivo delle 79 assunzioni non coincide affatto con altrettanti concorsi banditi dal Comune.

Nel totale rientrerebbero anche le 18 unità di staff, conteggiate tra le nuove assunzioni del 2026. E non è l’unico elemento che ridimensiona il dato iniziale. Per una parte consistente delle immissioni previste, l’amministrazione potrebbe infatti ricorrere agli strumenti consentiti dalla legge: mobilità, scorrimento di graduatorie di altri enti e utilizzo di graduatorie già esistenti. Soluzioni che Cucchiarella ha difeso, spiegando che consentono di coprire più rapidamente le caselle vacanti nei vari settori dell’ente.

Tra gli esempi citati, anche il ricorso alla graduatoria di un piccolo concorso bandito dal Comune di Tornimparte, utilizzata per il reclutamento di un amministrativo.

Procedure più rapide e meno onerose, dunque, ma non prive di criticità sul piano politico. È proprio su questo aspetto che si sono concentrate le opposizioni, ricordando che il concorso pubblico resta la forma ordinaria di reclutamento e che una programmazione triennale del fabbisogno dovrebbe consentire al Comune di organizzare procedure proprie, aperte a tutti e costruite sui profili effettivamente necessari.

Il nodo, quindi, non è solo numerico ma anche politico. Perché, al di là dell’enfasi iniziale, resta ancora da capire quanti posti saranno davvero messi a concorso, quanti coperti attraverso la mobilità, quanti mediante graduatorie esterne e quanti riguardino invece rapporti a tempo determinato o figure già inserite in altri percorsi.

Nel corso della seduta, Cucchiarella ha comunque assicurato che l’amministrazione non rinuncerà del tutto ai bandi pubblici e che procedure concorsuali del Comune ci saranno. Resta però la sensazione che il numero dei concorsi da bandire possa essere molto esiguo rispetto a quanto il dato complessivo diffuso inizialmente abbia lasciato immaginare.

Da qui la nuova convocazione della commissione, chiamata a entrare ancora più nel dettaglio di numeri e modalità di reclutamento. Sul tavolo non c’è soltanto il piano assunzionale, ma anche una riflessione più ampia sulla riorganizzazione della macchina comunale e sulle priorità amministrative dei prossimi anni.



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