Aumento quote ATC, Arcicaccia: “Servono chiarimenti su gestione e risultati”
di Redazione | 24 Gennaio 2026 @ 10:22 | ATTUALITA'
L’AQUILA – Un aumento di circa il 30% della quota di iscrizione all’ATC L’Aquila per la stagione venatoria 2026/2027 e un meccanismo di raddoppio in caso di ritardo: su questi punti interviene Arcicaccia del comprensorio aquilano, che chiede chiarimenti sulle ragioni dell’incremento e sulla gestione complessiva delle risorse.
Quota a 80 euro e maggiorazione per chi non rispetta le scadenze
Secondo quanto riportato dall’associazione, il Comitato di gestione dell’ATC L’Aquila avrebbe portato la quota di iscrizione a 80 euro. In caso di mancato rispetto della data di scadenza, la quota arriverebbe a raddoppiare.
Arcicaccia evidenzia inoltre che la maggiorazione finirebbe per incidere anche sugli ultra settantenni, “più esposti” al rischio di non rispettare le scadenze, nonostante la normativa preveda tutele con riduzione del costo di iscrizione.
“Bilanci alimentati da quote e fondi regionali”
Nel documento Arcicaccia sottolinea che il bilancio degli ATC è composto dalle quote dei cacciatori e da finanziamenti regionali, con disponibilità economiche considerate rilevanti. Proprio su questo aspetto viene chiesta maggiore trasparenza, sostenendo che le risorse verrebbero gestite “in modo approssimativo”.
Gestione faunistico-venatoria e ripopolamenti: le criticità segnalate
Tra le contestazioni richiamate dall’associazione figurano:
- una gestione del territorio faunistico-venatorio giudicata “inesistente” o concentrata su un solo tipo di caccia;
- ripopolamenti mancati o ritenuti insufficienti, in particolare per fagiani, lepri e starne.
Il confronto con altri ATC della provincia
Arcicaccia richiama il paragone con altri ATC della provincia che, a fronte di costi di iscrizione inferiori per i cacciatori di “gran lunga”, riuscirebbero – secondo l’associazione – a realizzare ripopolamenti in quantità doppia o tripla. Da qui la richiesta di capire “come vengono utilizzati i soldi dei cacciatori e quelli pubblici”.
Appello alle istituzioni
Il testo si chiude con un richiamo al ruolo delle istituzioni che finanziano gli ambiti territoriali di caccia con risorse pubbliche, sollecitando un intervento di verifica e, più in generale, un ripensamento sul modello di governance e sulle responsabilità nella gestione.


