Autonomia differenziata. Pagano:”Ora alla Camera, garantire diritti di tutti”
“Progetto distruttivo dell’equilibrio territoriale e costituzionale del Paese”, per il senatore dem, Michele Fina
di Redazione | 24 Gennaio 2024 @ 05:00 | POLITICA
ROMA – Con 110 voti favorevoli, 64 contrari e tre astensioni, il Senato ha approvato ieri il ddl n. 615 d’iniziativa governativa, collegato alla manovra, sull’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario, incardinato nella seduta di martedì 16 gennaio nel testo proposto dalla 1a Commissione e illustrato dai relatori sen. Della Porta e Tosato.
“L’approvazione in Senato del ddl sull’autonomia differenziata – ha dichiarato il Presidente della I Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, Nazario Pagano, di Forza Italia – è un ulteriore passo in avanti nel percorso di riforme che il Paese sta compiendo. Ora la parola passa alla Camera dei Deputati, dove affronteremo con grande senso di responsabilità un tema così importante per assicurare più efficienza, risorse e strumenti ai territori con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.
L’autonomia differenziata, nell’armonizzare le differenti sensibilità presenti anche in seno alla maggioranza, coniugandole con alcune richieste provenienti dall’opposizione, dovrà garantire i diritti di tutti, rappresentando l’occasione per superare le disuguaglianze oggi esistenti e favorire maggiore equità. Sarà questo – conclude – l’obiettivo con cui raccoglieremo il testimone della riforma”.
Fina (PD): “Progetto distruttivo dell’equilibrio territoriale e costituzionale del Paese”
“Abbiamo davanti non tanto una riforma quanto uno scambio di riforme, dentro un patto di potere. Lo hanno capito tutti, anche i poco avvezzi alla politica, che sta andando in onda uno scambio tra Fratelli d’Italia che pretende il premierato e la Lega che finalmente dopo anni potrà riuscire nel suo intento secessionista – ha commentato il senatore del Pd Michele Fina – Uno scambio su cui si regge la tenuta del Governo e senza il quale le sempre più crescenti differenze tra alleati, alla vigilia delle elezioni europee, sarebbero irrimediabilmente esasperate. Passerà alla storia come il ‘Barattellum’ e aumenterà le divisioni tra territori: un progetto distruttivo dell’equilibrio territoriale e costituzionale del Paese”.


