‘Badanti’, Pezzopane: “approvato odg in consiglio comunale”

di Redazione | 28 Luglio 2023 @ 12:27 | POLITICA
Nel lavoro domestico regolare si conferma una differenza netta tra cura della casa e assistenza alla persona: i contratti delle colf risultano mediamente più stabili, mentre quelli delle badanti mostrano un turnover più elevato. È quanto emerge da un’anticipazione del 1° paper del Rapporto 2026 Family (Net) Work, progetto editoriale di Assindatcolf realizzato dal Censis, che sarà presentata il 19 febbraio a Roma. I dati del nuovo database Family (Net) Work Lo studio si basa su un nuovo database che raccoglie 247.000 contratti di lavoro domestico regolari, relativi alle famiglie associate ad Assindatcolf, Webcolf, Acli in Famiglia e Gestisci la tua Colf, con estrazione al 31 dicembre 2025. Limitando l’analisi ai rapporti attivati prima del 2025 (145.885), i contratti di livello B – riconducibili prevalentemente alle colf – registrano una durata media di 5,9 anni. I contratti di livello C super – riferiti in larga parte alle badanti per l’assistenza a persone non autosufficienti – si fermano a 2,7 anni. Fatto 100 il numero di contratti di livello B attivi nel 2025, 76 risultavano avviati prima del 2025; per il livello C super, su 100 contratti attivi nel 2025 solo 48 erano stati avviati prima del 2025. Un quadro che evidenzia maggiore continuità nei rapporti legati alla cura della casa e maggiore discontinuità nell’assistenza alla persona, dove possono incidere fattori come il rapporto fiduciario con la famiglia e le condizioni di salute dell’assistito. Turnover, contratti brevi e ruolo del superminimo Osservando cessazioni e attivazioni, su 247.000 contratti complessivi il 37% si è concluso nel corso del 2025. Il 18,6% è stato avviato e cessato nello stesso anno. Considerando la soglia dei 30 giorni come indicatore di “stress contrattuale”, il 7,6% dei rapporti del 2025 ha avuto durata inferiore a un mese. L’instabilità si concentra soprattutto tra le badanti: nel 2025 il 27,9% dei contratti di livello C super è stato aperto e chiuso nell’arco dell’anno e il 12,6% non ha superato i 30 giorni. Incidenze ancora più alte si registrano nei contratti di assistenza notturna e in quelli di sostituzione per copertura riposi. Accanto alla durata dei rapporti, il paper evidenzia anche la variabile retributiva: nel 35,9% dei contratti è previsto il superminimo, con un valore medio mensile di 119 euro. La sua presenza cresce con l’aumentare della stabilità: nei contratti superiori ai sei anni la quota sale al 49,3%, suggerendo un legame tra riconoscimento economico aggiuntivo e consolidamento dei rapporti di lavoro. «Con il lancio del nuovo database Family (Net) Work disponiamo di uno strumento unico per analizzare il lavoro domestico regolare in Italia», dichiara Andrea Zini, sottolineando che, per ampiezza, l’archivio è paragonabile ai grandi dataset istituzionali e consente, oltre alle posizioni attive, di studiare in modo puntuale anche attivazioni e cessazioni dei contratti, offrendo una lettura più completa della dinamica del settore.

L’AQUILA – ‘Badanti’, Pezzopane: “approvato odg in consiglio comunale”.“E’ necessaria  una profonda presa di coscienza da parte delle istituzioni sulla  situazione che un numero enorme di famiglie aquilane sta vivendo in estrema solitudine”

Così l’on Stefania Pezzopane consigliera comunale, prima firmataria ordine del giorno su assistenti domestici e badanti approvato dal consiglio comunale cheprosegue:

“Dal primo gennaio 2023 è in vigore il nuovo contratto collettivo nazionale per colf, badanti e collaboratori domestici. Provvedimento giusto ma i cui oneri sono tutti sulle famiglie e le conseguenze sono pericolose e pesanti.

Il consiglio comunale ha infatti votato all’unanimità l’ ordine del giorno ‘Assistenti domestici e badanti: interventi delle istituzioni per affrontare il costo del welfare sulle famiglie italiane’  da me proposto e sottoscritto dalle consigliere e consiglieri dell’opposizione che impegna il sindaco e la giunta per le proprie competenze ed a sollecitare governo e Regione sulle seguenti richieste urgenti:
-aumento del Fondo per la non autosufficienza e accelerazione delle modalità di accesso ai contributi;
-adeguamento dei contributi e semplificazione delle regole per i progetti di vita indipendente e per l’assistenza ai gravissimi;
-erogazione di un bonus straordinario a favore dei nuclei e delle persone che
hanno sottoscritto regolari contratti in presenza di una persona non autosufficiente; .
-revisione tempestiva delle formule di detrazione e deduzione delle spese tali da compensare gli oneri sostenuti e favorire l’emersione del lavoro nero;

il nuovo contratto collettivo nazionale per colf, badanti e collaborato giustamente adegua le retribuzioni, mediamente molto basse, riconosciute a chi assicura assistenza domestica presso milioni di famiglie italiane e tante aquilane.

Vengono innalzate le retribuzioni, elevato il costo dei contributi, aumentate le indennità sostitutive di vitto e alloggio.
Per restituire l’idea degli aumenti, una famiglia che si avvalga per 30 ore alla settimana di badante o assistente ad una persona non autosufficiente avrà una spesa maggiore di circa 1.300 euro l’anno. Se l’operatore è dipendente a tempo pieno e convivente l’aumento medio annuo sarà di circa 1.600 euro. Se il collaboratore vanta una certa anzianità di servizio, la spesa aumenta.

Come detto, si tratta di aumenti doverosi, ma che si abbattono esclusivamente sulle famiglie cioè le prime garanti del sistema di welfare e sono oltre due milioni di nuclei.

Ne sono colpiti in particolare alcuni profili.
1. le famiglie con persone anziane non autosufficienti che hanno preferito non ricorrere al ricovero in RSA (finora il 58,5% delle famiglie rientra in questa condizione; datiCensis);
2. le famiglie e le persone con severe necessità assistenziali e sanitarie -pensiamo anche alle persone con patologie oncologiche -che hanno fortemente voluto, anche a costo di forte impegno diretto nell’assistenza, che il luogo di vita del congiunto rimanga la sua casa;
3. le persone con disabilità che hanno optato per percorsi di vita indipendente avvalendosi anche di assistenti personali;
4. i caregiver familiari che hanno necessità di essere coadiuvati, per quanto economicamente possibile, da assistenti, colf, operatori.

Paradossalmente saranno ancora più colpiti i nuclei che hanno scelto di regolarizzare i contratti.
L’effetto certo è quello dell’ulteriore impoverimento, sospingendo o mantenendo i nuclei e le persone nella povertà relativa se non assoluta. Questo nuovo sovraccarico economico -non va dimenticato -si aggiunge all’aumento del costo della vita, ad un non proporzionale aumento di pensioni e retribuzioni, ai costi energetici che pesano di più su questo tipo di nuclei. Sarà un sovraccarico insostenibile che costringerà a scelte inevitabili.Sono infatti prevedibili alcuni preoccupanti effetti:

a. il ricorso ai rapporti di lavoro irregolare (i cui costi comunque fatalmente aumenteranno);
b. il ricorso al ricovero in RSA e in istituto che potrebbe progressivamentediventare più sostenibile economicamente per le famiglie;
c. la rinuncia a percorsi di autonomia personale e vita indipendente intrapresi da persone con disabilità con il ritorno alla famiglia di origine o con il ricorso a strutture protette;
d. la rinuncia ai collaboratori da parte dei caregiver familiari, sobbarcandosi anche quella parte di lavoro con ciò che ne deriva in termini di salute e isolamento.

Troppo spesso si dimentica che le famiglie sono il principale “azionista” del welfare in ambito assistenziale e sulla non autosufficienza.
Ed i contribuiti riconosciuti dallo Stato (Fondo Non Autosufficienza), già largamente insufficienti, vengono irrimediabilmente erosi dai giusti aumenti retributivi, oltre che dall’inflazione e dal costo energetico.

È tempo di passare dalle enunciazioni di principio (vita indipendente, supporto alla non autosufficienza, sostegno ai caregiver familiari) agli interventi concreti immediati e urgenti. Ed il Comune dell’Aquila può e deve fare la sua parte. Concentrandosi di più sull’utile invece che sul futile. Ci aspettiamo ora fatti concreti. L’approvazione dell’ordine del giorno è un primo passo importante”, conclude Stefania Pezzopane.



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