Bazzano is burning
di Alessio Ludovici | 12 Novembre 2025 @ 16:52 | CRONACA
L’AQUILA – “E stanotte? Mi sveglierò tra le fiamme? Dove scappo? Devo salutare mia figlia ogni sera al telefono, con questo pensiero?”.
È la domanda di una residente, rimbalza tra le finestre illuminate del progetto CASE di Bazzano, nella periferia est dell’Aquila, dopo l’ennesimo incendio.
Questa volta, infatti, il fuoco non si è fermato alle palazzine vuote. È salito sotto una piastra ancora abitata, colpendo alcune auto parcheggiate e arrivando a pochi metri dagli appartamenti.
È la prima volta che s쳭e, e la paura ha subito preso un’altra forma: non più solo inquietudine per un luogo che brucia, ma il timore che possa toccare davvero a chi ancora ci vive.
Le fiamme sono divampate nella notte tra l’11 e il 12 novembre, tra via Mia Martini e via Fabrizio De André, lo stesso perimetro dove da mesi si ripetono roghi notturni.
Il solito schema, appartamenti disabitati, poi il salto di qualità: auto, cassonetti e poche ore dopo, la storica Tenda Amica della Protezione civile.
È la decima notte di fuoco da questa estate. Gli orari sono sempre simili: tra le undici e le due. I vigili del fuoco spengono, la polizia indaga, la zona viene transennata.
E poi, tutto ricomincia.
“Qua non si dorme più”, racconta una donna che vive nel complesso. “Stanotte hanno bruciato sotto casa nostra. Io non lo so se domani mi sveglio ancora. Mi sento abbandonata, sfiduciata, ma non ho un altro posto dove andare”.
Alcune palazzine di Bazzano sono abitate, altre vuote o dichiarate inagibili. Gli incendi finora hanno colpito sempre queste ultime ma la linea del fuoco si sta muovendo. Ora arriva più vicino, e i residenti lo sentono.
Le ipotesi si moltiplicano: un piromane, forse malato, forse solo annoiato; uno che conosce bene le tecniche; qualcuno che non agisce da solo. Nessuno, al momento, è indagato per gli incendi.
“Servono telecamere, fototrappole, qualsiasi cosa” dice una donna. “Ma qui nessuno si vede. Il sindaco, la politica: lontani”.
Il Comune ha annunciato nuove misure di sicurezza e ha confermato che gli edifici più danneggiati saranno demoliti. Se le cause del fuoco, sul piano ufficiale, sono ancora tutte da verificare, gli effetti sono sempre gli stessi con implicazioni urbane che restano sotto traccia ma sono vecchie quanto l’uomo. In questo senso, il fuoco diventa un effetto, prima che un gesto, e ogni incendio produce a sua volta effetti concreti: sposta la soglia della paura e scava lo spazio per ciò che verrà dopo.
Intanto però, chi abita ancora nelle palazzine di Bazzano si chiede, semplicemente, che cosa s쳭erà stanotte.


