Calascio: nasce la Scuola per pastori

di Redazione | 22 Settembre 2025 @ 11:49 | ATTUALITA'
Calascio: nasce la Scuola per pastori

CALASCIO (AQ) – Sulle alture del Gran Sasso, a Calascio – borgo di poco più di cento anime – si coltiva un’idea innovativa di pastorizia. È nata qui la Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva, promossa da Slow Food Italia e D.R.E.Am Italia, nell’ambito del progetto “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”, selezionato dalla Regione Abruzzo e finanziato dal PNRR (Linea A, M1.C3 – Investimento 2.1) con fondi NextGenerationEU.

Un’iniziativa che vuole formare pastori del futuro, con competenze che vanno dalla gestione del gregge alla biodiversità, dal marketing territoriale alle normative sanitarie e ambientali. La scuola affianca alla formazione tecnica una narrazione nuova e moderna del mestiere, come spiega Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food:

“Fare il pastore oggi non significa solo condurre un gregge, ma prendersi cura del paesaggio, della biodiversità e della comunità locale”.

Il programma formativo si articola in otto masterclass, da oggi fino alla primavera del 2026. Le prime lezioni si sono già concluse, mentre la prossima è prevista dal 5 all’11 ottobre, con focus su produzione e marketing di carne e lana, ma anche su gestione della fauna selvatica e delle conflittualità con i predatori.

La scuola è aperta a aspiranti pastori, agronomi, forestali, veterinari, ma anche a chi già lavora in montagna e vuole aggiornare le proprie competenze.

“Voglio imparare qualcosa in più di quello che mi hanno trasmesso mio padre e mio nonno”, racconta Giorgia D’Amato, una delle prime iscritte.
“Dobbiamo tornare alla montagna non solo la domenica per passeggiare, ma per far rifiorire le aziende e il territorio”, afferma invece Francesca Paciocco, studentessa in Scienze forestali.

L’iniziativa è parte di una strategia di rigenerazione culturale ed economica delle aree interne, come ricorda il sindaco di Calascio, Paolo Baldi:

“Un tempo il nostro paese era un punto di riferimento per l’allevamento ovino. La scuola vuole rilanciare le attività tradizionali e valorizzare gli ampi pascoli che abbiamo a disposizione”.

Per Tommaso Campedelli, direttore di D.R.E.Am Italia, è tempo di sfatare certi luoghi comuni:

“Dire ‘se non studi vai a badare le pecore’ non ha più senso. Oggi il pastore è una figura centrale per lo sviluppo sostenibile”.

Come dimostra la storia di Pasquale de Lorenzo, che ha rivisto il proprio progetto zootecnico grazie ai consigli della scuola:

“Volevo allevare capre in un castagneto. Confrontandomi con gli esperti ho capito che era meglio puntare su pecore e asini. Senza questo supporto, avrei rischiato di fallire”.

Alla scuola collaborano anche docenti esperti come Jacopo Goracci, zootecnico e consulente Slow Food:

“Pastorizia non significa solo pecore. Pensiamo ai bovini al pascolo nel bosco, ai suini allevati in libertà. Le aree interne sono un patrimonio inestimabile”.

E anche l’artigianato trova spazio nel progetto, con la testimonianza di Benedetta Morucci, docente della Scuola di tessitura ISTÓS e fondatrice di Lamantera, impresa che recupera lane autoctone abruzzesi:

“È fondamentale collegare chi gestisce la terra con chi trasforma le materie prime. La qualità nasce anche dal modo in cui si alleva”.



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