Campo Imperatore, dalla nascita pionieristica a oggi: storia e caratteristiche della stazione sciistica

Apertura l’8 dicembre, neve naturale e flussi in crescita: il Gran Sasso torna protagonista dell’inverno abruzzese

di Alessio Ludovici | 02 Gennaio 2026 @ 07:39 | ATTUALITA'

L’AQUILA – L’inverno in corso ha riportato Campo Imperatore, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sotto i riflettori. L’apertura degli impianti già l’8 dicembre, resa possibile da un innevamento naturale precoce, ha segnato una netta differenza rispetto ad altre stazioni abruzzesi, ferme in attesa della prima vera nevicata.

Una stazione pioniera sugli Appennini

Campo Imperatore è stata la prima stazione sciistica nata sugli Appennini e, in media, tra le più nevose, seppur complesse, d’Italia. Già negli anni Trenta del Novecento il vasto altopiano del Gran Sasso, oggi area protetta di rilevanza nazionale e grande meta turistica anche estiva, viene individuato come luogo ideale per lo sviluppo turistico e sportivo.

La gestione della stazione è affidata fin dal 1934 al Centro Turistico Gran Sasso S.p.A. (CTGS), nato come azienda municipalizzata e trasformato in Società per Azioni nel 2000. Oggi il CTGS ha come azionista unico il Comune dell’Aquila, che detiene il 100% del capitale sociale, a conferma del legame diretto tra la stazione sciistica e la città.

Il comprensorio si sviluppa sul versante occidentale dell’altopiano, tra la Valle delle Fontari e il Monte Scindarella, e conta circa 15 chilometri di piste per lo sci alpino, servite da tre impianti di risalita: la funivia del Gran Sasso, una seggiovia esaposto e una seggiovia quadriposto.

La funivia del Gran Sasso: un’infrastruttura simbolo

Cuore del sistema è la Funivia del Gran Sasso d’Italia, che collega Fonte Cerreto a Campo Imperatore con un dislivello di circa mille metri. Le prime ipotesi di collegamento tra la conca aquilana e l’altopiano risalgono ai primi anni Trenta, all’interno di un più ampio progetto di sviluppo promosso dal regime fascista.

L’impianto originario venne realizzato nel 1934 su progetto degli ingegneri Ceretti e Tanfani e rappresentò un’opera d’avanguardia per l’epoca. I cinegiornali dell’Istituto Luce raccontano una funivia capace di portare sciatori e turisti dal centro Italia fin quasi in vetta, tanto che una celebre pubblicità prometteva di raggiungere il Gran Sasso da Roma in sole tre ore.

L’impianto attuale, entrato in funzione nel 1988, consente oggi il collegamento diretto senza stazioni intermedie su un tracciato di oltre tre chilometri. Le cabine, disegnate da Pininfarina, possono trasportare fino a 100 persone ciascuna, rendendo la funivia non solo un mezzo di risalita, ma parte integrante dell’esperienza di Campo Imperatore.

L’Hotel Campo Imperatore: turismo e storia del Novecento

Accanto alla funivia sorge l’Hotel Campo Imperatore, uno degli alberghi più alti d’Italia, costruito negli anni Trenta su progetto dell’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino. La struttura, esempio di architettura razionalista, rientrava nel disegno di trasformare l’altopiano in una destinazione turistica di rilievo nazionale.

L’albergo è noto anche per essere stato, tra agosto e settembre del 1943, la prigione di Benito Mussolini, liberato il 12 settembre durante la celebre Operazione Quercia. Un episodio che ha consegnato Campo Imperatore alla storia del Novecento europeo.

Dopo il dopoguerra l’hotel è stato più volte riammodernato; oggi è interessato da lavori di ristrutturazione avviati nel 2022, destinati a restituire alla stazione una struttura ricettiva centrale per il suo rilancio.

Il boom odierno: neve, tempismo e capacità di risposta

L’inverno attuale ha mostrato come neve naturale e tempismo possano fare la differenza. Mentre molte stazioni abruzzesi erano costrette a rimandare l’apertura, Campo Imperatore ha potuto avviare la stagione già all’inizio di dicembre, intercettando una domanda forte di sci e montagna.

Il risultato è stato un aumento delle presenze, una rinnovata attenzione mediatica e la percezione diffusa di un ritorno alla centralità. Un successo che poggia su elementi strutturali: altitudine, innevamento, infrastrutture storiche e una gestione che, quando le condizioni lo consentono, riesce a farsi trovare pronta.

Accanto al boom, il presente di Campo Imperatore è segnato anche da interventi in corso e da nodi ancora irrisolti. Il Comune dell’Aquila ha avviato una procedura per lavori di manutenzione dell’Ostello di Campo Imperatore e del tunnel che collega la funivia allo storico albergo, per un importo di 1 milione e 30mila euro, finanziato con fondi CIPE, e il progetto esecutivo per la ristrutturazione dell’hotel Cristallo a Fonte Cerreto.

Restano invece criticità legate ai parcheggi e ai collegamenti a valle, in particolare nell’area di piazzale Simoncelli a Fonte Cerreto, dove il percorso meccanizzato previsto è ancora incompleto. Una situazione che, nei giorni di maggiore affluenza, evidenzia la distanza tra potenzialità della stazione e servizi realmente disponibili.

Più avanti nel tempo, lo sguardo si allunga sul progetto di collegamento funiviario tra la Fossa di Paganica e Monte Scindarella, per il quale sono stati annunciati oltre 19 milioni di euro di finanziamenti. Un’opera pensata non solo per il turismo, ma anche come via alternativa di sicurezza per l’altopiano.

Campo Imperatore, un racconto lungo novant’anni, fatto di infrastrutture pionieristiche, immagini d’epoca, crisi e rilanci, resta inserita in uno dei contesti ambientali più importanti d’Italia. Il boom di questo inverno dimostra che, quando le condizioni naturali e organizzative si allineano, il Gran Sasso sa ancora giocare un ruolo centrale nell’inverno appenninico.



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