“Classi separate per i disabili”. Tutti contro Vannacci, anche Pagano
di Redazione | 28 Aprile 2024 @ 05:25 | ELEZIONI
“L’italiano ha la pelle bianca, lo dice la statistica”; l’omosessuale che “ostenta da esibizionista deve accettare le critiche”; “l’aborto non e’ un diritto”; gli studenti a scuola, compresi i disabili “vanno divisi in base alle loro capacita’”. Roberto Vannacci, candidato per la Lega alle elezioni Europee, lo dice in un’intervista alla Stampa di ieri. E spiega: “Credo che delle classi con ‘caratteristiche separate’ aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialita’ a esprimersi al massimo, e anche quelli con piu’ difficolta’ verrebbero aiutati in modo peculiare”. A chi gli chiede se non sarebbe una soluzione discriminatoria, il generale replica: “Non e’ discriminatorio. Per degli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilita’. Un disabile, pero’, non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri”.
Altri spunti dell’intervista: “Non vedo perché sia necessario la patente di antifascista per esprimere opinioni” L’aborto? “Infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere” Al Corsera:”il ministro Crosetto è stato ironico, sarcastico” su me ,”spero di non deluderlo”. Mi batterò per la pace. Mal di pancia nella Lega? “Passeranno”. Il chiaro riferimento è all’ex ministro Gian Marco Centinaio, al governatore friulano Fedriga e tanti altri della Lega che non solo hanno affermato che il generale Roberto Vannacci non lo votano ma non lo faranno neanche votare.
Inutile dire che le dichiarazioni di Vannacci hanno ricompattato l’opposizione. “Nelle incredibili parole del generale sulle classi separate per i bambimi disabili riecheggiano concetti in voga durante un periodo storico chiamato nazismo – afferma Raffaella Paita, senatrice e coordinatrice nazionale di Italia Viva – . Con la sua agghiacciante uscita Vannacci ha varcato una linea che non deve mai essere superata. Chiediamo alla ministra della Disabilita’ Locatelli di prendere subito le distanze da un simile orrore”, conclude. Stesso concetto ribadito anche Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera: “Il partito che esprime la ministra per la disabilita’ e’ lo stesso che alle europee candida il generale Vannacci che oggi propone le classi speciali per le ragazze e i ragazzi con disabilita’. E per mantenere alto il suo profilo razzista sentenzia che gli italiani hanno la pelle bianca e che Mussolini e’ uno statista. Questa e’ la Lega di Matteo Salvini che si preparara alle elezioni europee. La ministra Locatelli prenda le distanze da una simile assurdita’”, conclude Faraone.
“Le parole di Vannacci sulle classi separate per studenti disabili – osservano gli esponenti M5S in commissione cultura – sono deliranti, pericolosissime o offensive per migliaia di famiglie. Il candidato leghista propaganda una ghettizzazione disumana dei bambini, in contrasto con i valori piu’ profondi della nostra Costituzione e con la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilita’, che impegna a una partecipazione paritaria delle persone con disabilita’ nella societa’, scuola ovviamente compresa. Cosa ne pensano i ministri leghisti alla disabilita’ e all’istruzione Alessandra Locatelli e Giuseppe Valditara? Difenderanno la scuola pubblica italiana e gli studenti disabili dai deliri di Vannacci o avalleranno con il loro silenzio un’idea che riporta agli anni piu’ bui e terribili del secolo scorso?”.
“Dunque Vannacci e’ candidato. Ho fatto un confronto con lui poche settimane fa. Vannacci va benissimo per Salvini. Sono tutto e sono niente, sono marketing e distintivo”, chiarisce il leader di Azione, Carlo Calenda. “Qui c’e’ un generale che si candida alle europee – è l’analisi di Arturo Scotto, deputato del Partito democratico -. Ed ha un vasto programma. Riabilitare Mussolini perche’ un grande statista. Introdurre classi differenziate per bambini disabili Certificare l’identita’ bianca della nazione. Non credo che scherzi. Il suo e’ un vasto programma. Non uso mai la parola a caso: ma la puzza di fascismo si sente lontano un miglio. Con buona pace dei minimizzatori. La cui cifra prevalente o e’ la vigliaccheria o la complicita’”.
“Pur nel rispetto di ogni opinione e di ogni scelta politica qui è in gioco una visione culturale della vita. Queste affermazioni ci riportano ai periodi più bui della nostra storia. Mi permetto di dire, con Papa Francesco, che l’inclusione è segno di civiltà”. Così il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Francesco Savino, commenta le affermazioni del generale Roberto Vannacci secondo il quale occorrerebbe organizzare classi di scuola apposite per i ragazzi disabili. Per il vescovo di Cassano all’Jonio “la differenza non è un problema ma una risorsa”. Per il vicepresidente della Cei, “le classi separate riproducono i ghetti. La separazione in classi diverse per i fratelli disabili significa che sono da emarginare o guardare con sospetto. E invece loro hanno tante abilità che noi non abbiamo”. Il vescovo di Cassano ricorda la Via Crucis di quest’anno che la sua diocesi ha voluto dedicare proprio ai disabili. “Loro sono stati i protagonisti ed io, ma forse non solo io, sono tornato a casa sentendo di avere vissuto una esperienza davvero bella. Quando c’è l’inclusione sanno dare il meglio di loro stessi. Ci danno lezioni di vita, di umanità, di bellezza”. “Per favore – conclude il vicepresidente dei vescovi italiani – siamo seri e siamo responsabili”.
Non solo i partiti di opposizione attaccano il generale Roberto Vannacci, candidato per la Lega alle europee, e chiedono ai ministri di Istruzione e Disabilità di prendere le distanze. A intervenire contro Vannacci è anche il Presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera Nazario Pagano, di Forza Italia, a margine dei lavori parlamentari sull’autonomia differenziata. “Le classi separate per bambini diversamente abili sono un abominio e mi trovo in profondo disaccordo con le parole del generale Roberto Vannacci. Credo nel valore della scuola come primo luogo di integrazione sociale e culturale che deve promuovere l’inclusione e il rispetto di ogni bambino, valorizzando le rispettive peculiarità. Quanto affermato da Vannacci, che parla evidentemente a titolo personale, é un passo indietro nel nostro impegno per un’istruzione equa e inclusiva per tutti. Il nostro compito primario é quello di favorire un dialogo costruttivo che miri a migliorare l’accesso all’istruzione e a creare ambienti educativi che rispettino e valorizzino la diversità”. Lo dichiara, a margine dei lavori parlamentari sull’autonomia differenziata, il Presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera Nazario Pagano, di Forza Italia.
E alle polemiche il generale Vannacci replica con una dichiarazione all’AGI: “La diversità dei disabili va valorizzata nel modo migliore consentendo loro di esprimersi e realizzarsi a pieno seguendo i loro talenti. Per i disabili hanno inventato le paralimpiadi, non li hanno messi a correre con chi disabile non è. Il mio amico di infanzia Norberto De Angelis e’ campione di disabilità: e’ sulla sedia a rotelle per un incidente stradale, ma ha vinto diverse gare paralimpiche allenandosi in maniera peculiare e facendo risaltare tramite la sua diversita’ quanto di meglio ha potuto esprimere”. Spiega dunque il generale: “Per questo ieri, nell’intervista, dopo aver specificato di non essere un esperto di disabilita’, ho detto di essere convinto che i disabili vadano aiutati nel modo piu’ peculiare e specifico possibile. Il che, a volte, potrebbe non coincidere con il metterli insieme ad altre persone con caratteristiche diverse”. Per quanto riguarda le frasi su Benito Mussolini, Vannacci, rivendica quanto affermato: “E’ uno statista, come Stalin, perche’ sono ‘uomini di stato’ come scrive la Treccani”.
Lo Snals Abruzzo sulle dichiarazioni del Generale Vannacci
Il Segretario Regionale dello SNALS Scuola, Carlo Frascari, non ammette mezze misure. Sulla scuola la rotta è chiara e segnata da tempo. La direzione dell’inclusione ha messo l’Italia al centro dell’ammirazione mondiale da tempo e questo non va scalfito.
“LA MEMORIA DELLA SCUOLA NON VA PERSA“, comincia con decisione il segretario regionale dello Snals Abruzzo.
In un paese in cui la scuola spesso diventa terreno di esperimenti governativi, accumulando un record mondiale di riforme e aggiustamenti superficiali, è fondamentale fermarsi a riflettere.
Non rivolgo questo richiamo a coloro che, come noi, seguono da decenni le vicende dell’istruzione, ma a quanti (troppi) improvvisamente si trasformano in pedagogisti, docenti o conoscitori di un sistema complesso come quello scolastico. Sorprendentemente, persino alte cariche delle forze armate si sono recentemente espresse con ricette balorde sull’inclusione.
Ricordiamo a tutti costoro”, prosegue Frascari, “che l’Italia ha introdotto nel proprio sistema scolastico una delle leggi più innovative dal punto di vista sociale e democratico: la *Legge 517 del 1977*, che ha abolito le classi differenziali riservate agli alunni diversamente abili (all’epoca definiti “handicappati”). Questa legge, invidiata da tutto il mondo, ha attraversato un lungo percorso di applicazione e accettazione, non privo di sfide, ma alla fine è diventata parte integrante del nostro DNA scolastico.
Oggi”, conclude Frascari, “centinaia di migliaia di alunni disabili frequentano le nostre classi, insieme ai docenti di sostegno e a tutti gli altri insegnanti. Questo costituisce un esempio di inclusione, talvolta imperfetto ma di grande valore sociale. Non dobbiamo mai dimenticarlo”.


