Con il Giro d’Italia Trabocchi in rosa

di Isabella Benedetti | 10 Maggio 2023 @ 05:00 | PUNTI DI SVISTA
Con il Giro d'Italia Trabocchi in rosa

Con il Giro d’Italia Trabocchi in rosa. Lo sport è come la musica, non ha confini e barriere fisiche, unisce. E’ un insegnamento che ci viene da lontano. Nell’antica Grecia, in occasione dei Giochi Olimpici, ogni belligeranza era sospesa, tutte le inimicizie cessavano. Gli atleti, in questo modo, si misuravano in leale competizione e gli spettatori potevano godere di un sano spettacolo. Ogni disciplina sportiva ha un proprio fascino e una propria peculiarità. Il ciclismo è un “mondo”. Ancora oggi ci appassioniamo a vedere lo sforzo dell’uomo sulla bicicletta: solo, a scalare salite disumane. Come non provare vicinanza e senso di umana solidarietà, di comprensione verso quegli atleti e atlete capaci di imprese titaniche. La nostra è la generazione che non ha conosciuto l’epoca eroica del ciclismo, delle strade bianche, dei corridori che attorno alle spalle tenevano il tubolare di scorta, da utilizzare in caso di foratura, della rivalità tra Coppi e Bartali. Possiamo solo ricordare le vittorie di Felice Gismondi, un grande, che ebbe la sfortuna di vivere la sua stagione agonistica insieme a Eddy Merckx, “il cannibale”. Come non ricordare, pure, che la notizia della vittoria di Gino Bartali al Tour de France scongiurò lo scoppio della guerra civile dopo l’attentato di Togliatti. Ecco, questo è lo sport che unisce.

Il 6 maggio, la Costa dei Trabocchi ha dato l’abbrivio alla 106.ma edizione del Giro d’Italia.

Ci siamo ritrovati tutti a tifare e incoraggiare i ciclisti che sfrecciavano a 60 km/h sulla pista ciclabile. Il tifo spontaneo era davvero per tutti senza distinzione di nazionalità o squadra di appartenenza. Uno spettacolo nello spettacolo. Gli atleti partiti da Fossacesia marina avrebbero dovuto toccare, in tre giornate, le quattro province e varie località rappresentative della terra d’Abruzzo, unendo con il “nastro rosa” due località iconiche di questo territorio: la Costa dei Trabocchi e il Gran Sasso d’Italia. Due luoghi che si guardano l’un l’altro quando il cielo è sereno e cristallino, due luoghi solo in apparenza lontani perché i trabocchi, articolate ed ingegnose macchine da pesca, rappresentano le braccia dell’uomo, più avvezze alla terra che all’acqua, protese verso il mare. La Costa dei Trabocchi si è colorata di rosa, ha accolto nella sua splendida e poetica cornice (cfr Gazzetta dello Sport) il mondo del ciclismo e gli appassionati tifosi di questo sport. Voleva esserci, per l’occasione, un gruppo di amici dell’Aquila la “Confraternita del trabocco”, nata anni fa come una costola del sodalizio del gruppo di azione civica “Jemo ‘nnanzi” con Marino Verì, titolare del trabocco “Sasso della Cajana”. Il legame risale ai tempi di “Ombrina mare”, alle problematiche relative alle piattaforme petrolifere dislocate al largo della costa abruzzese. Il gruppo aquilano era intervenuto a sostegno di quanti si mobilitavano per la salvaguardia e la tutela della costa e del mare. Da allora, ogni anno la “Compagnia” si ritrova al trabocco alla riapertura del ristorante “Sasso della Cajana”, anche solo per salutare il ritorno della bella stagione, così come ci si ritrova alla sua chiusura. Il gigantesco tricolore dell’associazione è stato legato a ridosso del trabocco e si è gonfiato come una vela al vento a ribadire l’amore della città dell’Aquila per questa terra. L’artista aquilano Stefano Ianni ha esposto una delle sue opere, un enorme gatto grigio su fondo rosa, a salutare i ciclisti che sfrecciavano sulla panoramica pista ciclabile, impegnati nella prova “cronometro”. Milioni di telespettatori in tutto il mondo hanno potuto ammirare la bellezza, l’unicità dell’Abruzzo che riserva sorprese e scoperte inimmaginabili. La varietà del paesaggio, la poesia delle coste, le vette mozzafiato ancora innevate a maggio sono state veicolate al mondo intero. Quello che non è stato possibile trasmettere per televisione sono stati i profumi della natura e i sapori della cucina, ancora più sorprendenti.



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