Consiglio comunale, polemiche per l’assenza di AVS al minuto di silenzio per Quentin

di Alessio Ludovici | 16 Febbraio 2026 @ 17:22 | POLITICA

L’AQUILA – Un minuto di silenzio in memoria di Quentin, il 23enne morto a Lione a seguito di una violenta aggressione, ha acceso la polemica nel Consiglio comunale di oggi. La giornata quindi è stata segnata da tensioni politiche e un susseguirsi di note politiche, con accuse incrociate tra maggioranza e opposizione. In consiglio anche due ordini del giorno sui fatti di Torino e sulla sicurezza cittadina.

Il caso Quentin e il minuto di silenzio

Quentin, 23 anni, militante di area di estrema destra secondo quanto riportato dalla stampa francese, è stato aggredito il 12 febbraio a Lione, nei pressi di una conferenza politica. Colpito con calci e pugni, ha riportato gravi lesioni cerebrali ed è morto due giorni dopo in ospedale. La magistratura francese ha aperto un’inchiesta per omicidio aggravato e tra i sospettati figurerebbe anche un collaboratore parlamentare vicino a esponenti di La France Insoumise di Jean Luc Melanchon, ma le responsabilità sono ancora al vaglio degli inquirenti.

L’episodio ha provocato un forte scontro politico in Francia. Si parla di clima d’odio e di responsabilità morale della sinistra radicale. Anche nel campo progressista si è aperto un dibattito acceso, a cominciare da Raphaël Glucksmann, leader della sinistra socialdemocratica, secondo cui la brutalità dell’accaduto renderebbe “impensabile” un’alleanza elettorale con La France Insoumise in vista delle prossime scadenze politiche.

Tornando a L’Aquila, è proprio nel contesto della morte di Quentin che, in apertura del Consiglio comunale dell’Aquila, il gruppo di Fratelli d’Italia ha chiesto un minuto di silenzio, su iniziativa della consigliera Tiziana Del Beato.

“La morte di Quentin, 23 anni, aggredito a Lione a margine di una conferenza politica, è un fatto gravissimo che impone a tutti una riflessione seria. Un giovane ha perso la vita in un contesto di violenza politica e questo, da solo, dovrebbe unire tutte le forze democratiche in una condanna senza ambiguità”, ha dichiarato il gruppo consiliare.

“Per questo – proseguono – abbiamo chiesto in apertura del Consiglio comunale un minuto di silenzio su iniziativa di Tiziana Del Beato, nostra consigliere in comune. Un gesto semplice, umano, che non riguarda le appartenenze politiche ma il rispetto per una vita spezzata”.

Secondo quanto ricostruibile dalle registrazioni della seduta, i consiglieri Lorenzo Rotellini e Simona Giannangeli risultavano presenti all’appello iniziale, ma assenti qualche istante dopo al momento delle comunicazioni con cui il centrodestra ha chiesto il minuto di silenzio, poi nuovamente presenti al termine del minuto stesso prima che la seduta venisse sospesa per altri motivi.

Da qui l’accusa dai banchi della maggioranza. “Prendiamo atto con rammarico che i consiglieri Rotellini e Giannangeli hanno scelto di non partecipare. È una decisione politicamente significativa da parte dei consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra e L’Aquila coraggiosa. Di fronte a un omicidio maturato in un clima di scontro ideologico, l’assenza rischia di apparire come una mancanza di una condanna chiara e condivisa della violenza. Troppe volte in consiglio ci siamo uniti per condannare gli episodi di violenza, non possiamo venir meno ora”, ha affermato il capogruppo di Fdi Leonardo Scimia.

“Negli ultimi anni assistiamo a un clima in cui, in nome dell’antifascismo, alcune frange estremiste ritengono accettabile impedire agli altri di parlare, contestare con intimidazioni o arrivare allo scontro fisico. Questa è intolleranza che quando degenera, produce violenza”.

“L’antifascismo non può diventare una clava ideologica né una giustificazione per colpire chi la pensa diversamente. La democrazia vive di pluralismo e confronto civile. Nessuna etichetta politica può autorizzare l’aggressione dell’avversario”.

“Chiedo ai colleghi di sinistra – conclude il capogruppo – di affermare con altrettanta chiarezza che ogni violenza politica, compresa quella messa in atto da gruppi che si richiamano all’antifascismo, deve essere condannata senza doppi standard. Su questi temi non possono esserci ambiguità. La difesa della democrazia passa da una condanna netta e condivisa di ogni forma di odio e violenza”.

La replica dei consiglieri chiamati in causa è arrivata con una nota congiunta. “Tale ricostruzione è totalmente falsa”, scrivono Rotellini e Giannangeli.

“La realtà è facilmente verificabile attraverso i video integrali della seduta e i verbali ufficiali del Consiglio comunale, che dimostrano in maniera inequivocabile come non vi sia stato alcun gesto di mancato rispetto né alcuna volontà di sottrarsi al momento istituzionale”. Un’assenza non di natura politica spiegano.

“La politica dovrebbe basarsi sul confronto delle idee e dei fatti, non sulla costruzione di narrazioni false, sull’attribuzione ad altri di comportamenti mai avvenuti o su processi alle intenzioni”.

E ancora: “Seguendo la medesima logica utilizzata nei nostri confronti, si potrebbe paradossalmente sostenere che la consigliera Pagliariccio sia contraria alla solidarietà nei confronti degli agenti rimasti feriti durante gli scontri di Torino, dal momento che non ha votato un ordine del giorno sul tema da loro stessi presentato. Un ragionamento evidentemente assurdo, che dimostra quanto sia scorretto dedurre intenzioni politiche da singoli episodi strumentalizzati”.

Ordini del giorno e sicurezza

Nel prosieguo della seduta, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno della maggioranza, proposto dal gruppo L’Aquila Protagonista e illustrato in aula dal capogruppo Alessandro Maccarone, di condanna delle violenze avvenute a Torino e di solidarietà alle Forze dell’Ordine, con particolare riferimento agli agenti abruzzesi feriti.

“La libertà di manifestare non può mai trasformarsi in aggressione organizzata contro persone e istituzioni. Quando accade, non siamo più nel campo del confronto politico, ma in quello della sopraffazione. E lo Stato di diritto va difeso senza ambiguità”, hanno dichiarato i firmatari.

Respinto invece l’ordine del giorno dell’opposizione, che oltre alla condanna dei fatti torinesi proponeva una serie di impegni sulla sicurezza urbana aquilana.

“La maggioranza ha scelto di votare contro un ordine del giorno che condannava senza ambiguità le violenze di Torino e proponeva anche misure concrete per la sicurezza dell’Aquila. È una scelta politica chiara: meglio la propaganda che assumersi responsabilità sulla nostra città”, ha dichiarato la consigliera Stefania Pezzopane che per domani ha annunciato una conferenza stampa sull’argomento.

In serata la controreplica della maggioranza.  “Sulla sicurezza e sui gravi fatti accaduti a Torino registriamo ancora una volta la doppia morale della sinistra, che fatica a fare i conti con la propria storia e a riconoscere come la violenza e l’odio politico generati dall’antagonismo radicale – che fa riferimento anche al centro sociale Askatasuna – siano all’origine di un clima che ha portato ai gravi disordini del 31 gennaio, nei quali sono rimasti feriti anche due agenti abruzzesi”. È quanto dichiarano i capigruppo di maggioranza al Comune dell’Aquila Leonardo Scimia (FdI), Alessandro Maccarone (L’Aquila Protagonista), Daniele D’Angelo (FI), Daniele Ferella (Lega) e Fabio Frullo (UDC). “La sinistra continua ad alzare un polverone su un tema semplice come l’espressione di solidarietà di fronte ad atti di violenza – cosa che, quando conviene, è la prima a fare – preferendo invece sollevare argomenti di ogni tipo, con ricostruzioni parziali e dati distorti sulla sicurezza cittadina”



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