Consulta solleva dubbio sul blocco nuove licenze per Ncc

Trasporti, Confimprenditori: "Salvini smantelli lobby dei Taxi"

di Redazione | 20 Luglio 2024 @ 11:43 | ATTUALITA'
servizio di noleggio con conducente (NCC)

Legittimo il divieto, che dura ormai da più di cinque anni, di rilascio di nuove autorizzazioni per l’espletamento del servizio di noleggio con conducente (NCC), fino alla piena operatività del registro informatico pubblico nazionale? Con questo dubbio, la Consulta, nell’esaminare il ricorso statale contro l’art. 1 della legge reg. Calabria n.16 /2023, ha sollevato dinanzi a sé, questione di legittimità dell’articolo dell’art. 10-bis, comma 6, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che stabilisce tale divieto. La questione sarà decisa in una nuova udienza.

“La sentenza della Consulta che dichiara incostituzionale il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente di fatto interviene dove la politica ha fallito. Adesso chiediamo al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, di dare il via a una grande opera di liberalizzazioni e concorrenza del trasporto pubblico”.

Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, commentando la sentenza della n. 137 della Corte Costituzionale.

“Quanto accade nelle città italiane con il disservizio dei taxi è qualcosa di vergognoso. Imprenditori, turisti, anziani e semplici cittadini sono da anni ostaggio di una lobby capace di ricattare governi di ogni colore. Con la sentenza della Consulta il ministro Salvini ha l’occasione per porre rimedio a quello che è un vero e proprio scandalo del nostro Paese e smantellare una volta per tutte la lobby dei Taxi. Bisogna liberalizzare le licenze, aprire il mercato ad altri operatori, elevare la qualità del trasporto pubblico e garantire ai cittadini italiani e ai turisti che portano soldi in Italia un servizio degno di un Paese civile. Inoltre pretendiamo che imprenditori e fragili possano usufruire di una corsia preferenziale di accesso al trasporto pubblico. È inaccettabile che un imprenditore che ha la necessità di spostarsi in una città italiana per affari o una persona fragile debbano aspettare tempi biblici per avere un Taxi”.



TAGS