Crisi in Comune: chi la fa fuori del vasetto?
di Ghino di Tacco, Brigante italiano
di Redazione | 23 Luglio 2020 @ 06:15 | EDITORIALIL’AQUILA – E’ di questi giorni l’estemporanea e chiacchierata presa di posizione del capogruppo della Lega in Consiglio comunale. Eppure, di lì a qualche ora, si andava a rinnovare l’organo di amministrazione della Gran Sasso Acqua con l’ex assessore Alessandro Piccinini, vicino al Sindaco, poi, eletto Presidente all’unanimità anche con i voti dei sindaci di centrosinistra ed i voti dei rappresentanti del Passo Possibile di Americo Di Benedetto.
Certo sarebbe stato meglio se il giovane De Santis avesse informato prima il suo gruppo, magari chiedendo loro se la sua azione politica poteva considerarsi in linea con le scelte dei vertici e, come considerazione finale, il fatto che la Lega, con quella presa di posizione netta, si sarebbe posta, inevitabilmente, fuori dalla coalizione di centrodestra. Così non è stato e De Santis ha complicato le cose. Sotto il profilo politico, sicuramente, il fatto appare imbarazzante e, con questo colpo di testa, De Santis ha fatto la pipì fuori dal vasetto, senza pensare alle conseguenze che si sarebbero innescate sia nella maggioranza, sia tra le forze di opposizione in Consiglio Comunale e nelle stanze del potere. E riesce anche difficile credere che D’Eramo ne fosse all’oscuro, vista la sua mancanza di reazione e il suo ‘no comment’.
Ma mal comune è mezzo gaudio e per questo non ci sorprendiamo più di tanto, pensando agli scenari che si svilupperanno per le prossime elezioni e la disputa per la scelta dei sindaci e ancor prima dei candidati sindaci.
Da parte dell’opposizione nessun sussulto di vita, se non la critica scontata sull’azione della maggioranza, a posteriori, dopo le dichiarazioni in Consiglio di De Santis. Forse si può considerare opposizione la presa di posizione nostalgica dell’ex sindaco Cialente che lancia il guanto di sfida a Biondi per un confronto pubblico tra la sua giunta e quella attuale? Cialente nel suo sfogo autoreferenziale ritiene che gli aquilani lo amino ancora e, quale politico dalla memoria corta, dimentica le scelte sulle quali non ha mosso paglia, pur governando per un decennio. Ne ricordiamo solo alcune: Piano Regolatore e problema delle casette di legno abusive, Ponte Belvedere o gestione del Progetto Case di Berlusconi. Queste ultime sono state una scelta che la sua amministrazione aveva rigettato inizialmente tout court, fermo restando, poi, buttarcisi a capofitto fino a scegliere le localizzazioni con conseguenti espropri di terreni su cui intervenire per la loro realizzazione. Oggi esiste il problema della gestione amministrativa di una proprietà cospicua e onerosa che si sarebbe potuta scaricare sulla Protezione Civile per le emergenze calamitose del Centro Italia. Per non parlare dei ritardi della Ricostruzione e del ruolo dei Commissariamenti obbligatori per gli aggregati non costituiti in Consorzi o per l’inerzia degli stessi.
Certo, non è che ai problemi politici irrisolti dalla decennale politica cialentiana si siano date risposte concrete in questi anni di gestione Biondi! Da qui, in qualche modo, lo sfogo del capogruppo leghista.
La Città, sconsolata, si aspetta ben altro e barcolla nel buio aspettandosi, per il suo rilancio, fatti concreti e progetti obiettivo ben mirati e definiti.
Comunque a breve arriva la Meloni mentre tutti fanno finta di aspettare chi deciderà cosa.
Chi vivrà vedrà…


