Famiglia nel bosco, in arrivo all’Aquila gli ispettori del ministero
di Fabio Iuliano | 09 Marzo 2026 @ 07:04 | CRONACA
L’AQUILA – Il ministero della Giustizia avvierà accertamenti all’Aquila sul caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”. A renderlo noto è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta in televisione, ospite del programma di Rete4 Fuori dal coro dopo la decisione del Tribunale per i minorenni sull’allontanamento della madre dalla struttura di Vasto dove si trovano i tre figli.
Secondo quanto riferito dalla premier, il ministro Carlo Nordio ha disposto l’invio degli ispettori all’Aquila. Meloni ha criticato il provvedimento che ha separato Catherine Birmingham dai bambini, giudicandolo un ulteriore trauma per i minori.
Sul piano giudiziario, i difensori della famiglia Trevallion hanno depositato reclamo alla Corte d’Appello, chiedendo di fermare con urgenza l’efficacia dell’ordinanza. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas contestano l’impianto del provvedimento e sostengono che nelle valutazioni sarebbero stati considerati solo gli aspetti sfavorevoli alla madre.
La difesa richiama anche i pareri dei neuropsichiatri della Asl Lanciano-Vasto, indicati come favorevoli al ricongiungimento, con il riconoscimento del ruolo dei genitori come riferimento affettivo ed equilibrio per i figli. Resta intanto incerta la collocazione dei tre minori, per i quali è stato disposto il trasferimento in un’altra comunità. La garante regionale per l’infanzia Alessandra De Febis si è attivata per tentare di evitare lo spostamento dalla struttura di Vasto.
A rilanciare l’allarme è anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, secondo cui un percorso così rigido potrebbe aprire anche allo scenario dell’adozione. Cantelmi esclude che si sia in presenza di genitori violenti o maltrattanti.
La vicenda continua intanto ad avere anche un forte rilievo politico. In Abruzzo è attesa una visita del vicepremier Matteo Salvini, mentre da Azione e Italia Viva sono arrivate critiche per il rischio di trasformare una storia che coinvolge minori in terreno di scontro pubblico.


