La battaglia della politica abruzzese sull’autonomia differenziata
di Redazione | 14 Aprile 2023 @ 15:51 | ATTUALITA'
L’AQUILA – “È un progetto sbagliato, il cui scopo è quello della secessione del Paese, i territori più ricchi del Nord da quelli del Sud, come l’Abruzzo. Ci batteremo perché non vada in porto. Lo faremo anche per il Presidente Marsilio che tace per ragioni politiche anteponendo, e non è una novità, gli interessi del suo partito a quelli della Regione che amministra. È molto grave”.
Lo ha detto il senatore Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese, intervenendo a Pescara all’evento sull’autonomia differenziata organizzato dalle organizzazioni datoriali e sindacali in merito al disegno di legge sull’autonomia differenziata, presentato dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, della Lega.
Per Fina “è positivo che ci siano occasioni di approfondimento promosse dalle associazioni, come quella di oggi: la nostra regione è del resto l’unica dove queste si coordinano per promuovere temi di interesse generale. I cittadini devono conoscere i contenuti del provvedimento, va spiegato quello che accadrebbe a servizi come la sanità, la scuola, i trasporti pubblici, su cui si fonda l’unità del Paese. Di certo è da contrastare un progetto come quello dell’autonomia differenziata portato avanti dal governo, a maggior ragione in una fase storica in cui le diseguaglianze del Paese sono sempre più gravi, a cominciare da quelle territoriali. Vanno fatte politiche per ridurle, invece si punta all’autonomia fiscale dei territori, che spaccherebbe definitivamente il Paese”.
Anche il deputato Antonio Zennaro della Lega è intervenuto sul tema a margine dell’incontro all’auditorium Petruzzi sulla riforma del Ministro Calderoli affermando che “L’autonomia differenziata è una grande opportunità per l’Abruzzo per garantire una miglior efficienza nell’utilizzo delle risorse che non verranno tagliate ma al contrario ci saranno maggiori opportunità di stanziamento, meno burocrazia e il decentramento delle decisioni dai palazzi romani a quelli abruzzesi, che senz’altro potranno agire con maggior velocità ed efficacia”.
“Questa riforma non sarà una diminutio di diritti ma al contrario andrà a colmare lacune che ereditiamo dal passato, ad esempio sul tema del rapporto tra Stato, Regioni, provincie e comuni che in questo modo potranno essere maggiormente coinvolti. Inoltre – conclude Zennaro – saranno definiti e garantiti i livelli essenziali delle prestazioni favorendo una vera uniformità dei diritti dei cittadini così diminuendo lo storico divario tra regioni”.


