Gran Sasso, Paolo Romano (L’Aquila Nuova): “Criticità irrisolte”

di Redazione | 02 Gennaio 2026 @ 17:51 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Gran Sasso, Paolo Romano (L’Aquila Nuova): “Criticità irrisolte” – Le 1200 presenze sulla neve del primo gennaio, secondo quanto riportato nel comunicato stampa di Paolo Romano di L’Aquila Nuova, dovrebbero placare le recenti polemiche sulla gestione dell’affluenza e dei servizi sul Gran Sasso. I numeri, forniti dall’amministratore unico del CTGS Museo, risultano però inferiori alle 1.600 presenze registrate il primo gennaio dello scorso anno e alle 5.000 del 1° gennaio 2022, in piena gestione Pignatelli, precedente amministratore unico rimosso dall’attuale amministrazione.

Numeri da analizzare, non da esibire

Come sottolinea Paolo Romano nel suo intervento, archiviati i dati – che andrebbero studiati e ponderati prima di essere sbandierati – sarebbe opportuno concentrarsi sui servizi offerti in alta quota. Non tanto per gli aquilani, ormai consapevoli di cosa aspettarsi, quanto per i turisti che hanno scelto la montagna per la carenza di neve altrove.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato come il paragone tra Campo Imperatore e Canazei, utilizzato per giustificare la lunghezza delle file agli impianti, sembri più una sortita social che una valutazione da amministratore pubblico.

Idee già scritte otto anni fa

Nel testo firmato da Romano si evidenzia come gli amministratori, Museo e il consigliere delegato alla montagna Faccia, dovrebbero spiegare perché molte delle idee oggi rilanciate per il futuro del Gran Sasso fossero già presenti nel manifesto di mandato del sindaco del 2017 e negli atti ufficiali dell’Amministrazione.

Destagionalizzazione, valorizzazione di Campo Imperatore e Montecristo, rete dei rifugi, sentieristica organizzata, turismo familiare, sport di natura, mobilità dolce, integrazione tra funivia e territorio, Carta del Gran Sasso e Piano speciale territoriale Scindarella–Montecristo: a distanza di otto anni, osserva Romano, queste linee restano in gran parte sulla carta. La realtà parla di una rete di rifugi assente, sentieri privi di catalogazione e manutenzione strutturata e progetti mai tradotti in risultati concreti.

Servizi, lavoratori e responsabilità

Secondo Paolo Romano di L’Aquila Nuova, non sono i record di una singola giornata festiva a rappresentare una medaglia, ma i servizi in quota e a Fonte Cerreto, l’organizzazione dei flussi, i parcheggi, la sicurezza, l’accoglienza e la qualità dell’offerta complessiva, inclusi i sottoservizi. Nel comunicato viene ricordato anche che la sostituzione delle funi, citata tra i risultati di fine anno del sindaco, non sarebbe frutto di una volontà politica ma della denuncia di un cittadino, a fronte di una precedente opposizione all’intervento anticipato.

La “nuova alba” del Gran Sasso, conclude Romano, non appare così dorata e mostra una continuità con la governance precedente, senza nemmeno raggiungerne i numeri. A tenere in piedi il sistema restano i lavoratori, mentre dal 2023 non vengono banditi concorsi CTGS nonostante i pensionamenti imminenti, gli adeguamenti contrattuali restano fermi e molti dipendenti vivono nell’incertezza, con bonus di fine anno sventolati come spot promozionali.



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