I Bandierai dei Quattro Quarti da L’Aquila in Belgio per Margherita d’Austria

di Fausto D'Addario | 22 Settembre 2024 @ 05:45 | RACCONTANDO
Bandierai dei Quattro Quarti

I Bandierai dei Quattro Quarti fanno tappa in Belgio il 22 settembre 2024 per l’inaugurazione del MOU (Museo di Oudenaarde) e per celebrare la grande figura Margherita d’Austria, “Madama” ribelle che ha segnato la vita della città di L’Aquila

I Bandierai dei Quattro Quarti di L’Aquila fanno tappa in Belgio il 22 settembre 2024 per l’inaugurazione del MOU, il Museo della cittadina di Oudenaarde, e per celebrare la grande figura Margherita d’Austria, la Madama che ha segnato la vita della città di L’Aquila. Da sabato 21 settembre infatti ad Oudenaarde, capitale degli arazzi e città natale di Margherita, è in programma fino al 5 gennaio 2025 la bellissima mostra “Margherita. La figlia dell’imperatore tra potere e immagine”, che riconsegnerà alla storia il profilo di una donna che ha lasciato il segno nella storia dell’Europa.

La mostra al Museo di Oudenaarde

Il Museo di Oudenaarde, nel cuore delle Fiandre, si prepara a ricevere ospiti importanti. Innanzitutto Margherita d’Austria (1522-1586), che torna nella sua città natale 502 anni dopo la sua nascita sotto forma di una prestigiosa mostra internazionale: più di 500 ritratti, disegni, arazzi e altri oggetti unici forniranno un quadro della sua personalità, del suo ambiente e del suo impatto sulla vita politica e culturale del Cinquecento. In parallelo scorrerà il racconto delle tradizioni, dei rituali e degli stili di vita nelle corti europee del Rinascimento europeo. Per celebrare questo evento diverse iniziative e attività sono state organizzate nella città belga. Una riguarda L’Aquila e altre città abruzzesi: domenica 22 settembre un corteo storico con alfieri, musicisti e centinaia di figuranti in costumi tradizionali secolo rievocherà l’ingresso festoso di Margherita a Oudenaarde. Nel corteo si vedranno due Margherite: una giovane, di Oudenaarde, dove nacque ed una adulta, da Ortona, dove morì. La sfilata comprende anche 134 comparse provenienti da otto città italiane che hanno giocato un ruolo importante nella vita di Margherita d’Austria: Castel Madama, Leonessa, Cittaducale, Cantalice, Penne, Castel Sant’Angelo, Ortona e L’Aquila. Saranno presenti i nostri Bandierai dei Quattro Quarti che, con le loro esibizioni per le vie della città, porteranno alti i colori e l’orgoglio della Città di L’Aquila, alla quale Margherita d’Austria e la sua corte diedero lustro.

Vita di una Madama ribelle

Nessuno avrebbe immaginato che la figlia illegittima di un flirt tra il potente imperatore Carlo V e la domestica Johanna Van der Gheynst sarebbe diventata una delle personalità più sorprendenti e influenti del XVI secolo. Affidata all’arciduchessa Margherita, la zia di cui porta il nome, la fanciulla venne educata come una vera dama di corte e fu riconosciuta dal padre che le diede in dote diversi feudi, nell’ottica della politica matrimoniale cara agli Asburgo. Come governatrice dei Paesi Bassi, Duchessa di Firenze, di Parma e Piacenza, Governatrice dell’Aquila e dei domini farnesiani in Abruzzo, Margherita lasciò il segno non solo nella rete politica internazionale, ma anche nella vita artistica e culturale del suo tempo. Cosmopolita, grande amante dell’arte e munifica mecenate, visse gran parte della sua vita nell’alta società italiana, dove veniva rispettosamente indicata da tutti come la “Madama“. Ancora oggi a Roma il prestigioso palazzo dove ha sede il Senato è conosciuto come Palazzo Madama, a Monte Mario troviamo Villa Madama e il borgo di Castel Madama, sulle colline intorno a Roma, porta nel nome il ricordo di Margherita. La memoria del buon governo margheritiano è ancora impressa in molti comuni del centro Italia che la Madama ha voluto valorizzare dal punto di vista urbanistico-architettonico, economico, legislativo e burocratico.

Da Signora delle Fiandre a grande madre sulle montagne e i boschi d’Abruzzo

Perché Penne, L’Aquila, Ortona? Non dobbiamo dimenticare che il suo primo marito, Alessandro de Medici, Duca di Firenze, venne ucciso poco dopo il loro matrimonio nel 1537. Data in sposa ad Ottavio Farnese, nipote del papa Paolo III, Margherita fu per un decennio, dal 1559 al 1569, nelle Fiandre in qualità di governatrice di quelle regioni, fiaccate da ribellioni e tassazioni. Venuto meno questo ruolo – era una situazione troppo difficile anche per lei – Margherita ebbe come ricompensa da parte del fratello il governatorato perpetuo dell’Aquila nel 1572. Anche se in Abruzzo possedeva diversi feudi di una certa importanza, come quello di Penne, la governatrice fu attratta dalla illustre città di Federico II, per il suo glorioso passato e la sua ricchezza non ancora del tutto tramontata. L’ingresso della Madama il 16 dicembre di quell’anno aveva un obiettivo politico ben preciso, che era quello di mettere ordine politicamente e finanziariamente a una regione strategica come la montagna appenninica abruzzese di frontiera. Un elemento vistoso che caratterizzò il governo margheritano dell’Aquila fu quello che l’Antinori chiamò “ardenza“. Margherita non era forse la sorellastra del grande Filippo II di Spagna? La città allora “si scalda”, ha in casa uno dei più prestigiosi personaggi del tempo e quindi partecipa vivamente con novità di tipo urbanistico. Lavori a San Domenico, a San Francesco, per l’infermeria di San Bernardino, per i Cappuccini, per l’ampliamento della Fontana della Rivera, secondo alcuni storici ispirata alla michelangiolesca Piazza del Campidoglio, e di non poche dimore private, oltre che la costruzione di un grande palazzo per ospitare Margherita, che sorge intorno a quello che era stato il modesto Palazzo del Capitano intorno alla Torre che preesiste addirittura all’esistenza della città. Geronimo Pico Fonticulano, architetto di grande esperienza, getta le basi di questo grande palazzo che alla morte di Margherita diventa sede del capitano e poi del magistrato cittadino. “Il Palazzo Magiore, abitato dall’Altezza di Madamma d’Austria“, scriveva il Fonticulano, “è tale che (non trattando io di quello del Papa in Vaticano né di statue né di marmi de che Roma è piena) non ha un altro simile, con tante commodità e conditioni, Roma istessa; né son io ch’el dico, ma cardinal, principi e personaggi che l’anno visto et abisato“.

Venivano infatti a farle visita a palazzo grandi personalità che aveva conosciuto nelle Fiandre, grazie alle quali manteneva e ribadiva rapporti di natura politica: dal cardinale Antoine Perrenot de Granvelle, già suo ministro in Fiandra e in seguito viceré di Napoli, a don Giovanni d’Austria, il vincitore di Lepanto, e suo giovanissimo fratellastro, in quanto frutto anch’egli di avventure amorose del non più giovane Carlo V. Il patrimonio di Margherita andò accrescendosi con l’annessione di vari possedimenti limitrofi rispetto ai centri di Penne, Campli, Farindola, Montebello, Cittaducale, Capitignano, Montereale e Leonessa. La grande signora regnante sugli Abruzzi trascorse gli ultimi anni della sua vita ad Ortona, che aveva acquistato per 54.000 ducati d’oro ed eletto per farne la “capitale”, da cui vegliare sui suoi Stati d’Abruzzo. Qui fa costruire un palazzo per trascorrere i mesi invernali, ma muore due anni dopo la posa della prima pietra, il 18 gennaio 1586. I solenni funerali, carichi di allegorie e simbolismi, si tennero a L’Aquila. Mentre il corpo venne portato subito a Piacenza – riposa attualmente nella chiesa di San Sisto – gli aquilani piansero la scomparsa della propria governatrice, quella Madama che aveva reso la loro città ricca di orgoglio, tanto da venir equiparata alle altre sedi di corti importanti.



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