Il Mammut ‘compie’ 70 anni

di Michela Santoro | 18 Aprile 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
Mammut

L’AQUILA – Il Mammut ‘compie’ 70 anni – Era il 1954 e nella cava Santarelli in località Madonna della Strada a Scoppito si stava scrivendo uno dei momenti più significativi nella storia della paleontologia italiana.

La storia

Quella che sembrava essere una normalissima giornata comune di lavoro nella cava Santarelli, infatti, stava per trasformarsi  in una delle scoperte paleontologiche più significative della storia italiana.

Durante uno scavo ordinario condotto dagli operai della fornace della ‘Anonima Materiali Argillosi’ venne, infatti, alla luce un reperto che avrebbe sconvolto le conoscenze scientifiche dell’epoca: i resti di un Mammut preistorico, gigantesco mammifero estinto da milioni di anni.

L’incredibile scoperta non passò inosservata. Il 17 marzo 1954, l’Anonima Materiali Argillosi comunicò ufficialmente alla Soprintendenza alle Antichità degli Abruzzi e del Molise il ritrovamento dei primi frammenti dell’antico animale. La notizia si diffuse rapidamente e presto i media nazionali furono sulle tracce di questa straordinaria scoperta.

Il 25 marzo dello stesso anno, il ‘Corriere della Sera’ pubblicò in prima pagina la notizia del ritrovamento del Mammut a Scoppito, innescando un’ondata di interesse e curiosità in tutto il Paese. Altri giornali nazionali e locali riportarono, in seguito, dettagli e aggiornamenti sullo straordinario reperto paleontologico.

Sotto la guida esperta della professoressa Angiola Maria Maccagno, direttrice dell’Istituto di Geologia e Paleontologia dell’Università di Roma, una delle più autorevoli paleontologhe dell’epoca, e con il supporto di Antonio Ferri per il restauro, furono quindi avviati i lavori di recupero e studio del Mammut.

Il sito del ritrovamento divenne un luogo di intensa attività scientifica con esperti provenienti da ogni parte, non solo d’Italia.

Col passare dei mesi, il Mammut rivelò la sua storia, offrendo agli scienziati l’opportunità di studiare la vita e l’ambiente del passato remoto. Le sue ossa, i suoi denti, le tracce dei suoi movimenti aprirono nuove finestre su un mondo ormai perduto.

Nel novembre del 1957, il valore scientifico e culturale del ritrovamento fu ufficialmente riconosciuto con un documento del Ministero della Pubblica Istruzione che garantiva l’allestimento di una sezione di paleontologia presso il Museo Nazionale d’Abruzzo. Il Mammut divenne così il protagonista indiscusso di questa nuova sezione museale, attirando migliaia di visitatori desiderosi di ammirare questo straordinario testimone del passato.

Oggi

Per i 70 anni dall’eccezionale ritrovamento del fossile del Mammut il Museo Nazionale d’Abruzzo ha avviato una serie di eventi. Il fossile, di 1.300.000 anni, reperto fra i più completi d’Europa, ha arricchito enormemente la conoscenza del Patrimonio paleontologico dei grandi mammiferi nel Quaternario sul suolo italiano.

La Mostra documentaria

I passaggi del ritrovamento, oltre alle recenti donazioni di foto inedite, oggetto di una mostra documentaria visitabile dal 19 aprile nel Bastione Est del Castello Cinquecentesco, permettono di ripercorrere le fasi della scoperta, recupero e studio dell’esemplare sotto la direzione della professoressa Angiola Maria Maccagno.

È del 15 novembre 1957 l’importante documento del Direttore Generale delle Antichità e Belle Arti, Guglielmo de Angelis d’Ossat, per conto del Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro, che dichiara il suo interessamento nel garantire l’allestimento di una sezione di paleontologia presso il Museo Nazionale d’Abruzzo con il Mammut, poi esposto al pubblico dal 1960 nel Bastione Est del Castello Cinquecentesco. 

Le attività per i 70 anni dal ritrovamento

Grazie ad una consolidata collaborazione con l’Accademia di Belle Arti è in corso la realizzazione di due prototipi 3D: uno con  il particolare del cranio e della zanna e l’altro è un modellino di 30 cm del Mammut che vanno ad integrare il disegno in braille già presente nell’attuale allestimento. La progettazione è a cura dei docenti dell’Abaq Simone Rasetti, Tecniche di modellazione digitale, e Marco Cortopassi, Scenotecnica. È stato effettuato, durante la conferenza stampa, un test di leggibilità con le tecniche di esplorazione tattile di un modellino di prova del cranio e della zanna del Mammut condotte dalla tiflologa non vedente Deborah Tramentozzi. Questa attività di ricerca sulle modalità di apprendimento dell’immagine e dei processi cognitivi nelle persone non vedenti e ipovedenti si avvale della professionalità accademiche del laboratorio di modellazione dell’Accademia di Belle Arti e della tiflodidattica, tramite le tecniche di percezione tattile del rilievo operate dalla tiflologa,  volte a verificare il grado di acquisizione e restituzione dell’immagine, esperita al tatto e successivamente ricostruita nella mente dell’utente.

I modelli 3D tattili potranno essere fruiti anche dai visitatori normovedenti, preziosa opportunità per attivare una sensorialità troppo spesso inibita, anche per la consapevolezza dell’impossibilità di toccare le opere d’arte nel contesto di una visita museale.

Video

Due documenti storici del 1954 appartenenti all’Archivio Luce Cinecittà, che si ringrazia per la concessione di utilizzo: Uscito dalla preistoria, durata 55’’ e Lo scheletro di un grosso mammuth trovato presso L’Aquila, segnalato dal Presidente del CdA di Abruzzo film Commission Piercesare Stagni, Rep. Incom. senza sonoro, durata 3’, completano la suggestiva ricostruzione animata del Mammut già in proiezione nel Bastione realizzata dal Segretariato Regionale MiC per l’Abruzzo.

Tecnologia realtà aumentata

È stata possibile la produzione di contenuti digitali 3D fruibili con tecnologia AR core per la ricostruzione 1:1 del Mammuthus Meridionalis. Tramite un QR code sulla pedana, i visitatori potranno avere un’esperienza di visita più dinamica ammirando il Mammut nelle affascinanti forme che aveva quando era in vita. RUP Maria Rita Copersino – Segretariato Regionale MiC -Abruzzo

Convegno scientifico

Nel mese di ottobre avrà luogo un convegno scientifico di rilevanza nazionale “Il Mammut del Castello – Settant’anni dalla sua scoperta. Nuovi dati nel quadro dell’evoluzione ambientale del Pleistocene” per condividere i risultati acquisiti attraverso nuove metodologie di indagine e  restauro. Verranno affrontati diversi aspetti scientifici quali l’evoluzione geologica del bacino aquilano, la paleobotanica e paleoclima; il confronto tra il Mammut meridionalis di Madonna della Strada con gli altri elefanti del Pleistocene; lo stato dell’arte della diagnostica e del restauro; l’esemplare nella realtà aumentata 3D e bodymass; i primi risultati della paleopatologia, nonché il tema del ruolo sociale attuale della divulgazione scientifica.

Premio Fossili regionali

Nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi, la direttrice del Munda, Federica Zalabra, ha ricevuto la targa di riconoscimento del Premio Fossili Regionali 2023 al Mammut per la Regione Abruzzo consegnata da due membri del comitato regionale della Società Paleontologica Italiana e la paleonotologa Maria Adelaide Rossi e Marco Romano dell’Università degli Studi della Sapienza. L’iniziativa è nata dalla sinergia tra il gruppo dei giovani della società Palaeontologist in Progress e il Consiglio SPI per favorire la divulgazione e la conoscenza delle ricchezze del patrimonio paleontologico italiano. 

Annullo filatelico

Per rafforzare il potenziale narrativo è stato previsto un annullo filatelico dedicato al Mammut



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