Le ritualizzazioni monetali nel territorio aquilano: al Convento di San Giuliano la presentazione del volume di Giuliani e Recchiuti

Il ruolo della moneta come oggetto rituale, tra religione e superstizione

di Sabrina Giangrande | 17 Novembre 2025 @ 06:00 | EVENTI

L’AQUILA – Nella sala del Convento di San Giuliano, si è tenuta sabato pomeriggio, la partecipazione e seguita presentazione del volume Le ritualizzazioni monetali nel territorio aquilano dell’Abruzzo Ultra (XIII-XVIII secolo), firmato da Achille Giuliani e Veronica Recchiuti, edizioni D’Andrea.

Ad aprire l’incontro è stato fra Giancarlo Liucci OFM, portando i saluti della comunità dei Frati di San Giuliano e ringraziando organizzatori, autori e partecipanti. Fra Giancarlo ha ricordato come proprio i Frati di San Giuliano, nel corso del Novecento, si siano dedicati con attenzione agli studi di numismatica, contribuendo ad arricchire la collezione del museo custodito nel convento.

A seguire, il dottor Alessio Rotellini, storico, dottorando di ricerca, Università di Roma – Torvergata e referente scientifico della Soprintendenza per lo scavo di Sant’Egidio, ha illustrato il ruolo della moneta come oggetto rituale, tra religione e superstizione. Nello scavo — ha spiegato — sono state rinvenute 154 monete, individuate anche tramite metal detector, “strumento non sempre consentito ma in questo caso prezioso per i dati raccolti”. Rotellini ha ricordato, con un sorriso, la celebre frase di Giovanni Falcone: “Segui i soldi”, sottolineando come anche in archeologia il denaro possa guidare alla comprensione dei comportamenti umani.

È quindi intervenuto il prof. Alfonso Forgione, archeologo dell’Università dell’Aquila, che ha approfondito la funzione simbolica dei ritrovamenti monetali: dalle monete nelle fonti battesimali come gesto beneaugurante, alle deposizioni rituali legate a momenti di fondazione o rifondazione degli edifici sacri. “Il volume — ha osservato — diventa così un tassello prezioso per ricostruire la storia archeologica del territorio aquilano”.

Molto atteso l’intervento del dottor Luca Ventura, anatomopatologo e coordinatore nazionale GIPaleo, che ha portato un punto di vista originale sui ritrovamenti monetali legati agli studi antropologici. Durante la ricognizione del 2017, del Beato Jean Bassand, le cui spoglie sono presenti nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, ha spiegato, furono individuati cinque corpi metallici all’interno dei sui resti, quattro monete erano collocate nel bacino: “Un caso unico, che illumina pratiche rituali complesse e ancora poco esplorate”. La dottoressa Veronica Recchiuti ha approfondito ulteriori rinvenimenti analoghi, soffermandosi sull’importante scelta editoriale del bilinguismo del volume.

Nel suo intervento, Achille Giuliani ha sottolineato il valore del recupero e dello studio delle monete per la ricostruzione della storia economica e culturale del territorio: «La moneta è una finestra sulla società. Attraverso il modo in cui veniva deposta — ha spiegato — possiamo comprendere gli usi materiali, le devozioni, i legami tra chi la possedeva e il luogo in cui veniva lasciata». Molti rituali monetali, ha osservato, sono legati ai grandi terremoti che hanno segnato la storia aquilana: riedificazioni, ampliamenti, nuovi culti generavano deposizioni votive o benauguranti, come nel caso di San Domenico o di San Basilio. “La moneta — ha aggiunto — perde la sua funzione economica quando diventa offerta o deposito: assume un valore cultuale”.

Giuliani ha ricordato anche la prossima riapertura della Biblioteca del Convento di San Giuliano, un luogo ricco di storia e studi, e ha evidenziato quanto sia stata apprezzata la forte multidisciplinarietà del lavoro svolto: archeologia, storia, numismatica, antropologia e paleopatologia hanno dialogato per restituire un quadro completo e omogeneo del fenomeno.

La presentazione si è conclusa con domande e riflessioni da parte dei numerosi partecipanti, particolarmente incuriositi dai casi di monete rinvenute nei corpi — fino alla suggestiva ipotesi dell’“obolo di Caronte” — e dalle implicazioni storiche e cultuali di tali pratiche.



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