Irpef: aliquote rimodulate. La manovra approvata dal centrodestra
di Michela Santoro | 04 Aprile 2025 @ 05:00 | POLITICA
L’operatività dovrà essere definita entro 60 giorni. Il centrosinistra diserta la seduta
L’AQUILA – Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato la nuova legge tributaria che modifica le aliquote dell’addizionale regionale Irpef, destinando il relativo gettito esclusivamente al deficit della sanità.
La seduta si è svolta nella Sala Ipogea, presidiata dalle forze dell’ordine, a seguito dell’occupazione simbolica dell’Aula consiliare ‘Sandro Spagnoli’ da parte di sindacati, sindaci e consiglieri regionali d’opposizione, “teppa rossa”, per il presidente Marsilio e “squadristi rossi”, per il senatore Sigismondi, contrari alla manovra finanziaria.
La manovra approvata dalla maggioranza di centrodestra prevede una rimodulazione delle aliquote Irpef secondo i seguenti scaglioni:
1,67% per redditi fino a 28.000 euro (in calo dall’1,73%); 2,87% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro (riduzione rispetto al 3,23%); 3,33% per redditi oltre 50.000 euro (invariata).
La modifica comporta un gettito stimato di circa 40 milioni di euro, sufficiente secondo la Giunta per coprire il disavanzo sanitario e affrontare con “le carte in regola” il tavolo tecnico a Roma l’11 aprile.
Oltre all’aspetto fiscale, la riforma introduce nuove misure di contenimento della spesa sanitaria, tra cui: la razionalizzazione del personale amministrativo delle Asl; il taglio alle consulenze esterne; la centralizzazione degli acquisti e l’uso efficiente dei farmaci; la valutazione dei direttori generali sulla base dell’attuazione di queste misure.
È stata inoltre istituita la ‘Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria’, composta da rappresentanti regionali, delle Asl e delle autonomie locali. La sua operatività dovrà essere definita entro 60 giorni.
Passata anche una legge che prevede la costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti per aggressioni contro operatori sanitari, personale scolastico, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile.
Le reazioni
Il presidente Marsilio ha difeso con forza la manovra, definendola “una misura di giustizia fiscale” e attaccando duramente l’opposizione per l’occupazione dell’Aula: “Un gesto grave e indegno, in contrasto con la democrazia”, ha detto. Ha inoltre ribadito che il disavanzo sanitario dell’Abruzzo, inferiore al 2%, “non giustifica allarmismi” e ha rilanciato la necessità di modificare il sistema nazionale di ripartizione delle risorse sanitarie, penalizzante per le regioni montane.
La Lega, inizialmente critica, ha sostenuto la legge dopo l’inserimento di modifiche a tutela delle fasce medio-basse. “In Consiglio regionale ha prevalso il buonsenso. E’ stato approvato un intervento frutto di un lavoro di mediazione tra tutte le forze politiche, che ha portato alla tutela delle fasce medie così come da noi richiesto. Come Lega Abruzzo, sin dai primi istanti, abbiamo sollecitato una riflessione complessiva sulla rimodulazione dell’addizionale regionale, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale soprattutto per i redditi medi e medio-bassi, e su questo abbiamo ottenuto un ottimo risultato”, il commento dei consiglieri regionali della Lega, Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti.
Pd: “Surreale sentire alcuni membri della destra regionale parlare di squadrismo e di presunte
violenze“
“La protesta pacifica e democratica di tante e tanti abruzzesi ha costretto la destra a riunirsi alla
chetichella nel chiuso di un bunker per tassare e tartassare i cittadini. Una protesta civile, pacifica e
democratica, da parte di persone perbene, che oggi a L’Aquila hanno fatto sentire il loro “no” a una
politica fatta di lustrini e belletti ma priva di qualsiasi ancoraggio alla realtà, una politica che offre
una sanità disastrata e ne fa pagare il conto a tutti aumentando l’Irpef.
Lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e sindaci con le fasce tricolori hanno gridato la propria
contrarietà a questo modus operandi, dicendo basta alle leggi mancia, agli allenamenti del Napoli a
spese del contribuente, ai festival trasformati in passerelle per i politici che li finanziano e alle sagre
da strapaese.
E’ surreale sentire alcuni membri della destra regionale parlare di squadrismo e di presunte
violenze. Si vergognino, e quando parlano di squadrismo piuttosto guardino bene dentro l’ album
della loro famiglia politica. Dopo 6 anni di nulla, ora mettono le mani in tasca agli abruzzesi.
Marsilio e i suoi amici hanno fallito. Si dimettano.” Il commento di Daniele Marinelli, segretario regionale Pd Abruzzo; Michele Fina, senatore del Pd e Luciano D’Alfonso, deputato del Pd.
Taglieri e Alessandrini (M5S): Abruzzo tradito: la destra aumenta le tasse e fugge dal popolo”
“Il Presidente del Consiglio regionale ha avuto il coraggio di definire ‘violenza’ la pacifica occupazione dell’aula da parte delle opposizioni, dei sindaci e dei cittadini che rivendicavano solo il diritto di essere ascoltati”, aggiungono i consiglieri del M5S. “Ma la vera violenza è quella che hanno fatto ai regolamenti, stracciando le istituzioni e calpestando la Costituzione pur di blindarsi nel palazzo e scappare dal confronto. Vergognoso è stato il loro rifiuto di dialogare con le associazioni, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del territorio. Vergognoso è far pagare ai cittadini i debiti della loro pessima gestione. È stata scritta una pagina storica per la nostra Regione” il commento dei consiglieri Taglieri e Alessandrini.
L’ingresso in Aula consiliare di una parte dei manifestanti. Fischietti, megafono, bandiere e ‘Bella ciao’
Interviste, immagini e montaggio di Michela Santoro


