La vertenza Tua va avanti: sindacati all’attacco tra residenze tagliate, subaffidi e sicurezza

di Fabio Iuliano | 15 Gennaio 2026 @ 19:45 | ATTUALITA'
Tua, De Angelis: «Disponibili a fornire elementi tecnici in Commissione Vigilanza»

L’AQUILA – La chiamano “seconda fase”. Tradotto: la vertenza sui trasporti cambia marcia e punta dritta su un tavolo istituzionale. Le Segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal mettono nero su bianco che la vertenza Tua “va avanti” e annunciano l’immediato coinvolgimento del prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino. La nota, firmata unitariamente da Aurelio Di Eugenio, Andrea Mascitti, Vincenzo Marcotullio e Luciano Lizzi, rivendica un dato interno: “circa 800 dei 1300 dipendenti” rappresentati “in tutti i settori ed in tutta la Regione”.

Le aree interne

Il testo è un elenco di contestazioni, con un punto che torna più volte: le aree interne. “La scure di Tua si è abbattuta violentemente sulle aree interne dell’Abruzzo”, scrivono, sostenendo che siano state cancellate “definitivamente” residenze di lavoro storiche. Seguono nomi e numeri, come in una cartina che si sbriciola: Gissi (3 turni), Atessa (5), Altino (2), Ateleta (3), Pizzoferrato (4), Scafa (6), Serramonacesca (4) e Secinaro (6). A questo, secondo la nota, si aggiunge “l’emorragia dei s뫿idamenti” con un elenco che tocca Scanno (3), Castel del Monte (3), Pescasseroli (6), Scoppito (1), Navelli (3), Rocca Santa Maria e Pietracamela, “solo per citarne alcune”, in un quadro che viene descritto come cessione a privati nelle “subconcessioni”.

Servizi e controlli

La parte più dura è quella che intreccia lavoro e servizio: non solo organizzazione, ma anche sicurezza e controlli. I sindacati richiamano un episodio di ottobre a Civitella del Tronto: un mezzo avrebbe perso la ruota posteriore, “finita nei campi”. Citano poi servizi affidati a una ditta che opererebbe con un autobus MyWay immatricolato tra il 1999 e il 2007, Euro 3, e un altro esempio sulla tratta Torricella Peligna–Pescara con un mezzo “privo di obliteratrice” e “senza indicatori di percorso”. Nella stessa scia, viene riportato un caso che riguarda direttamente Tua: il bus matricola 8063, in servizio il 12 gennaio sulla linea 38, indicato “senza obliteratrice”.

Settore ferroviario

Nel settore ferroviario, la nota sposta il mirino sulla programmazione: l’acquisto nel 2022 di treni a quattro casse, che secondo le organizzazioni sarebbero più lunghi dell’officina di oltre 20 metri, con la conseguenza di manutenzioni “un pezzo alla volta” e “a porte aperte”, e l’impossibilità di alzarli per la revisione degli assi. La situazione viene definita ancora “fuori portata”.

Qualche numero

Poi ci sono i numeri, messi lì come un referto. Secondo la ricostruzione riportata, nel 2019 Tua garantiva 31.581.384 km di servizi con 1585 dipendenti; a fine 2021 sarebbe arrivata a 1299 dipendenti per circa 27 milioni di km; oggi, sempre secondo la nota, eserciterebbe circa 24 milioni di km con 1347 dipendenti, di cui 826 autisti, 48 “viaggiante e manovra ferro”, 112 operai della manutenzione e 222 impiegati. Nel testo si parla anche di “142 dipendenti all’appello” da ricercare negli uffici amministrativi e si contestano modalità di rappresentazione delle distinzioni del personale nei bilanci.

Trasparenza

Sul tema “amministrazione quasi trasparente”, i sindacati sostengono che nei bilanci degli ultimi due anni mancherebbero i compensi dei dirigenti e richiamano “regalie” a dirigenti e quadri “cucite ad personam”, oltre a quattro vertenze aperte per il mancato rispetto di accordi aziendali. La chiusura è una linea di continuità: «Non si può più tollerare» una gestione che, scrivono, ignora sicurezza, diritti e aree interne. Per loro, la partita resta aperta. E adesso passa dal Prefetto.



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