L’Aquila, commercio in difficoltà, ma le strutture ricettive crescono del 431%
di Fabio Iuliano | 19 Febbraio 2026 @ 18:36 | ATTUALITA'
Commercio in difficoltà, turismo in espansione ma ancora poco internazionale e una struttura economica che perde specializzazione rispetto al resto del Paese. È il quadro emerso dall’incontro “Economia e Cultura nel contesto socio-economico della provincia dell’Aquila”, promosso dalla Fondazione Carispaq con l’obiettivo di aprire un confronto sul futuro del territorio.
L’iniziativa ha messo al centro il rapporto tra economia e cultura, individuate come leve complementari per lo sviluppo, l’innovazione sociale e l’attrattività dell’area aquilana, in una fase ancora segnata dalla ricostruzione e dai cambiamenti degli ultimi anni.
Il quadro economico: commercio fermo e meno specializzazione
Al centro dei lavori la ricerca di Alessandra Faggian, docente di Economia applicata al Gran Sasso Science Institute, che ha analizzato l’andamento del territorio con un focus sul Comune dell’Aquila.
Nel dettaglio, il commercio al dettaglio è indicato tra i settori chiave dell’economia locale, insieme a costruzioni, ristorazione e ricettività, ma non mostra dinamiche di crescita significative. Un segnale che si inserisce in un contesto più ampio, in cui il sistema economico locale appare ancora in fase di assestamento.
L’analisi evidenzia infatti come la specializzazione economica dell’Aquila, nel confronto con il resto d’Italia, sia in diminuzione. In altre parole, il territorio tende a perdere peso relativo in alcuni ambiti produttivi rispetto al quadro nazionale.
I settori in cui l’area risulta maggiormente specializzata rappresentano complessivamente il 18,7% degli addetti, ma due di questi hanno dimensioni contenute in termini occupazionali, elemento che limita l’impatto complessivo sull’economia locale.
Turismo in crescita, boom dell’extra-alberghiero
“A fronte di queste criticità – ha sottolineato la ricercatrice – il turismo registra una forte crescita dell’offerta: le strutture ricettive sono aumentate del 431%, in particolare nel segmento extra-alberghiero, con un incremento degli alloggi disponibili anche sulle piattaforme di locazione breve”.
Una crescita significativa, che segnala un cambiamento nel modello di accoglienza e nella capacità attrattiva del territorio, soprattutto sul fronte dell’offerta. Il flusso turistico resta però prevalentemente domestico, mentre la presenza di visitatori stranieri continua a essere limitata e questo malgrado la presenza di studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico proveniente dall’estero. Un elemento che rappresenta una criticità strutturale per l’Abruzzo e che riduce il potenziale di sviluppo del comparto. Buone invece le prospettive dal punto di vista dell’istruzione, anche a livello universitario.
L’anno da Capitale italiana della cultura viene indicato come un possibile fattore di impulso, in grado di generare aspettative di miglioramento sia per il turismo sia per il commercio, anche se gli effetti restano legati alla capacità del territorio di tradurre l’opportunità in risultati concreti.
Il contesto della ricostruzione e le aree interne
Nel corso dell’incontro, Giovanni Di Cesare, consigliere del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ha inquadrato il contesto provinciale nella fase della ricostruzione, sottolineando le trasformazioni in atto e le criticità ancora presenti.
Illustrato anche un disegno di legge del Cnel dedicato alla rigenerazione e al ripopolamento delle aree interne montane, al rafforzamento dei servizi di cittadinanza e alla promozione di uno sviluppo sostenibile.
L’obiettivo è quello di costruire un equilibrio tra dimensione economica, sociale e ambientale, rafforzando l’attrattività dei territori interni e contrastando i fenomeni di spopolamento.
Il confronto: il ruolo della Fondazione e del territorio
La seconda parte è stata dedicata a una tavola rotonda con il vicepresidente e il consigliere di amministrazione della Fondazione Carispaq, Pierluigi Panunzi e Raffaele Marola, insieme al presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi.
Nel corso del confronto è stato ribadito il ruolo della Fondazione nel promuovere uno sviluppo sostenibile e nel favorire occasioni di confronto tra istituzioni, imprese e comunità.
Il vicesindaco del capoluogo, Raffaele Daniele, ha ricordato la recente crescita demografica dell’Aquila e dei residenti in centro storico, segnale di una città che sta lentamente ritrovando equilibrio.
“Lo sviluppo del territorio non può prescindere dalla valorizzazione del patrimonio umano, storico e creativo”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, sottolineando la necessità di costruire strategie di lungo periodo e di investire sulle competenze e sulle nuove generazioni.


