L’Aquila, Enrico Dindo dirige e suona con I Solisti Aquilani
di Redazione | 19 Febbraio 2026 @ 14:31 | EVENTI
Il violoncello è protagonista del concerto in programma all’Auditorium del Parco per la rassegna “Musica per la città” dei I Solisti Aquilani. Solista e direttore sarà Enrico Dindo, impegnato in un programma che propone pagine di Wolfgang Amadeus Mozart, Max Bruch e Franz Joseph Haydn.
La serata sostituisce l’annunciata partecipazione del violinista Salvatore Accardo, impossibilitato a essere presente all’Aquila per una indisposizione influenzale. Gli abbonamenti e i biglietti già acquistati restano validi per il nuovo programma. La direzione artistica è di Maurizio Cocciolito.
Tra Vienna e romanticismo: Haydn, Mozart e Bruch
Haydn e Mozart, due grandi “viennesi”, anche se né l’uno né l’altro lo erano per nascita, sono i protagonisti del concerto con opere molto significative in cui i rimandi creano fili più o meno espliciti, come spiega Carla Di Lena nelle note di sala. Unanimemente riconosciuta, ad esempio, l’influenza che la musica di Haydn ebbe su Mozart nella composizione di una sinfonia come la K 201 in la maggiore, la cui scrittura si differenzia nettamente dalle precedenti.
Di Max Bruch, noto principalmente per il suo Concerto per violino e orchestra, sarà proposto “Kol Nidrei”, breve ma intensa composizione per violoncello e orchestra. Il titolo riprende quello di una preghiera ebraica, letteralmente “tutte le promesse”, il cui significato rimanda a una dichiarazione di pentimento per le promesse non mantenute.
Haydn compose il Concerto in do maggiore tra il 1761 e il 1765: presente in un elenco redatto dal compositore, era andato perduto. Il manoscritto fu ritrovato nel 1961 dal musicologo Oldrich Pulkert al Museo nazionale di Praga e nella stessa città venne eseguito per la prima volta l’anno successivo. Da allora è entrato stabilmente nel repertorio dei violoncellisti di tutto il mondo.
Enrico Dindo, una carriera internazionale
Figlio d’arte, Enrico Dindo inizia a sei anni lo studio del violoncello e si perfeziona con Antonio Janigro. Nel 1997 conquista il primo premio al concorso Rostropovich di Parigi, avviando una carriera solistica che lo porta a esibirsi con alcune delle più prestigiose orchestre internazionali.
Mstislav Rostropovich scrisse di lui: “È un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana”.
Creatore e direttore stabile dell’orchestra da camera “I Solisti di Pavia”, è docente della cattedra di violoncello al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, alla Pavia Cello Academy e ai corsi estivi dell’Accademia Varga di Sion. Dal 2013 è Accademico di Santa Cecilia e dal gennaio 2022 è direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Dindo ha inciso per Decca e Chandos e suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717, affidatogli dalla Fondazione Pro Canale.


