L’Aquila, la Capitale della Cultura va a New York

Imparare da L’Aquila. Alla Columbia University un grande simposio internazionale sulla ricostruzione post-sisma: L’Aquila tra patrimonio, memoria e futuro

di Fausto D'Addario | 07 Febbraio 2026 @ 06:00 | L'AQUILA CAPITALE CULTURA L’Aquila, la Capitale della Cultura va a New York

Che cosa significa davvero ricostruire una città dopo una catastrofe naturale? Non solo riparare edifici e monumenti, ma ricomporre una comunità, preservare la memoria dei luoghi e progettare un futuro senza cancellare il passato. A queste domande centrali è dedicato “Post-Earthquake Reconstruction: L’Aquila, Italy”, il simposio internazionale che si terrà il 3 marzo 2026 presso l’Italian Academy della Columbia University, a New York.

L’evento pone al centro L’Aquila, città simbolo della ricostruzione post-sismica dopo il terremoto del 2009, oggi osservata a livello internazionale come laboratorio complesso di interventi sul patrimonio culturale, di trasformazioni urbane e di ridefinizione dell’identità collettiva.

Ricostruire una città, ricostruire una comunità

Esperti provenienti da diverse discipline discuteranno lo stato attuale della città: il patrimonio culturale danneggiato e restaurato, la graduale ripresa della vita urbana e la nuova associazione di L’Aquila con l’estetica post-disastro e i cantieri della ricostruzione.

Ricostruire, però, non significa soltanto restituire abitazioni e monumenti. Quali sono le metodologie e le tecniche per recuperare il patrimonio senza perdere la sua memoria storica? Ancora più complesso è il recupero del tessuto sociale: come conciliare la necessità di sicurezza con la conservazione delle antiche tecniche costruttive? E come superare la frattura nella storia di una comunità, segnata dall’interruzione delle memorie del passato, dei progetti futuri e del patrimonio culturale, tangibile e intangibile?

Dall’esperienza aquilana uno sguardo al futuro

Il convegno offrirà un confronto tra studiosi che lavorano su L’Aquila sin dal 2009 e ricercatori coinvolti in altri scenari post-disastro a livello internazionale. L’obiettivo è duplice: riflettere criticamente sull’esperienza aquilana e trarre insegnamenti utili per migliorare la prevenzione e gli interventi futuri. Gli interventi permetteranno di discutere temi cruciali come:

  • la sicurezza degli edifici storici,
  • le metodologie di restauro e di anastilosi,
  • gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico a diverse scale,
  • i profondi cambiamenti sociali e produttivi della città durante i lunghi anni di stallo e la lenta ricostruzione.

Tra i relatori, Eugenio Coccia, Gran Sasso Science Institute; Antonio Di Cecco, Accademia di Belle Arti dell’Aquila e Alessandra Vittorini, già alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila.

Un evento dal forte valore simbolico

L’evento si inserisce nelle attività dell’International Observatory for Cultural Heritage (IOCH) dell’Italian Academy, fondato nel 2016 da Barbara Faedda. L’Osservatorio è impegnato nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, soprattutto quello a rischio per disastri naturali, conflitti, urbanizzazione incontrollata e degrado ambientale.

L’approccio dell’IOCH è fortemente interdisciplinare e comunitario: non solo conservare oggetti o documentare pratiche del passato, ma mantenere vive le tradizioni culturali, preservandone autenticità e significato nel presente

A distanza di anni dal sisma del 2009 e ora Capitale della Cultura, L’Aquila continua a interrogare il mondo su come sia possibile ricostruire senza perdere identità, memoria e senso dei luoghi. Questo incontro internazionale rappresenta un’occasione preziosa per riportare la città al centro di una riflessione globale su resilienza, patrimonio e futuro urbano.



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