L’Aquila piange Giorgio “Giorgetto” Lucantonio, il ricordo di Goffredo Palmerini
di Redazione | 28 Dicembre 2025 @ 12:41 | CRONACA
L’AQUILA – È scomparso Giorgio Lucantonio, per tutti “Giorgetto”, figura conosciuta e stimata a L’Aquila e sull’altipiano delle Rocche. A ricordarlo con parole dense di affetto e memoria è Goffredo Palmerini, che con lui ha condiviso un lungo tratto di vita, dagli anni della scuola fino agli incontri più recenti.
«Molto triste la notizia della scomparsa di Giorgio Lucantonio, che affettuosamente tutti a L’Aquila e sull’altipiano delle Rocche chiamavano Giorgetto», scrive Palmerini, rievocando un’amicizia nata sui banchi di scuola. «Ho avuto il privilegio di condividere con Giorgio – egli quasi coetaneo, era nato nel 1947 – l’intero quinquennio di studi superiori, egli sempre promosso a giugno per l’applicazione e il talento negli studi».
Un percorso scolastico vissuto insieme anche al cugino Giacinto Lucantonio, entrambi originari di Fontavignone, frazione di Rocca di Mezzo. Anni in cui le distanze pesavano più di oggi e molti studenti, come ricorda Palmerini, trovavano alloggio al convento di San Bernardino, sotto la guida del precettore Padre Osvaldo Lemme.
Negli anni successivi le strade si sono incrociate più volte, fino a tempi recentissimi. «Gli anni successivi, fino a un mese fa, quando ci incontravamo ogni tanto in città – aveva una casa a Pettino – era sempre un’ora di ricordi, di analisi dell’attualità, di amicizia che si nutriva di sentimenti reciproci». Un legame mai interrotto, fatto di dialogo e stima reciproca.
Giorgio Lucantonio aveva lavorato alle Poste, prestando servizio in diverse agenzie del territorio e poi in città. «Un valente impiegato, apprezzato dagli utenti per la sua competenza nel servizio, ma soprattutto per la sua gentilezza e giovialità», sottolinea Palmerini, ricordando anche «la sua ironia e la simpatia che trasmetteva».
Forte il suo legame con lo sport, vissuto sia come pratica sia come passione da tifoso. «Provetto sciatore», ma anche grande amante della palla ovale e dei colori aquilani, «il nero-verde dell’L’Aquila Rugby gloriosa di cinque scudetti». Una passione che affondava le radici nella terra di montagna da cui proveniva, quella di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, che ha dato al rugby aquilano campioni come Antonio Di Zitti e Angelo Autore. Accanto allo sport, anche l’amore per il teatro amatoriale, vissuto con entusiasmo e partecipazione.
L’ultimo incontro tra i due risale a una domenica di novembre, alla chiesa di San Bernardino, a Piazza d’Armi, durante la messa in suffragio di Padre Quirino. «Dopo la celebrazione abbiamo scambiato alcuni minuti di conversazione per aggiornarci vicendevolmente», ricorda Palmerini. Giorgio appariva sereno, solo lievemente preoccupato per un problema agli occhi, per il quale era già programmato un intervento.
Non mancavano mai, in quegli incontri, l’interesse e l’attenzione per l’attività giornalistica e letteraria dell’amico. «Ogni volta che ci incontravamo mi chiedeva della mia attività giornalistica e letteraria, che seguiva sulla stampa e attraverso la lettura dei miei libri», racconta Palmerini, ricordando come anche un mese fa avessero parlato del suo ultimo volume, Intrecci di memoria.
Il saluto finale è carico di riconoscenza e affetto: «A Dio, carissimo Giorgio. Ti ricorderò sempre con affetto per la straordinaria sensibilità e per l’amicizia profonda che ci ha legato». Parole che si estendono anche al piano civile e politico, con un ringraziamento per la fiducia dimostrata negli anni dell’impegno amministrativo. «Un forte abbraccio a tua sorella, a tutti i tuoi parenti e amici nei quali lasci un grande vuoto, ma soprattutto il ricordo di una testimonianza di vita piena, gioiosa ed esemplare».
Con la scomparsa di Giorgio “Giorgetto” Lucantonio, L’Aquila perde una figura discreta ma profondamente radicata nella sua storia quotidiana, ricordata oggi attraverso la voce di chi ne ha condiviso il cammino umano e civile.


