L’Episcopio svelato: il racconto di un restauro

di Alessio Ludovici | 24 Aprile 2026 @ 06:00 | CULTURA

L’AQUILA – Non è stato solo un cantiere, ma un viaggio a ritroso nei secoli per restituire a un gigante di pietra la sua voce autentica. Il convegno inaugurale del ciclo “Le pietre raccontano”, tenutosi ieri all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, ha raccontato il Palazzo Arcivescovile dell’Aquila e il suo complesso e stratificato restauro.

Definito dall’architetto Eliseo Iannini come “il più grande aggregato della ricostruzione aquilana”, il restauro dell’Episcopio ha rappresentato una sfida tecnica e logistica senza precedenti. Anni di lavoro, con una pandemia di mezzo, e una squadra che ha raggiunto punte di 120 operai e una progettazione che ha dovuto fare i conti con una struttura pesantemente ferita dal sisma del 2009. Ma, come emerso durante l’incontro, il terremoto è stato anche l’occasione per compiere una vera e propria “radiografia” storica del palazzo.
Uno dei passaggi più affascinanti del racconto è stato quello relativo alla rimozione delle “superfetazioni” degli anni Settanta. In quegli anni, seguendo il gusto dell’epoca, molte stanze erano state coperte da tappezzerie e stucchi moderni che avevano letteralmente “ingabbiato” le strutture originarie.
Il restauro attuale ha operato una scelta coraggiosa: scrostare quegli strati per riportare alla luce la natura originale delle murature in mattoni pieni e le antiche strutture lignee. Tra le riscoperte più preziose brilla la Cappella del Vescovo, un gioiello dell’Ottocento recuperato con estrema meticolosità.

“Abbiamo lavorato non solo per rimettere in piedi dei muri, ma per ridare un’anima a questi luoghi”, ha spiegato don Daniele Pinton, preside dell’Istituto. Un’anima che parla attraverso la memoria, come quella vivida e dolorosa di mons. Giuseppe Molinari, ultimo abitante del complesso prima della scossa, che in un messaggio ha rievocato i segni indelebili della distruzione, e quella pastorale dell’arcivescovo mons. Antonio D’Angelo, che vede nell’Episcopio ritrovato il centro nevralgico della Chiesa aquilana.

Oltre al prestigio architettonico, il racconto del restauro ha messo in luce la funzione sociale dell’edificio, luogo di formazione e casa della comunità. Il convegno, moderato da Gianluigi Simone, è il primo tassello di un itinerario di conoscenza che, attraverso nove incontri, spiegherà come la ricostruzione del patrimonio sacro non sia stata solo un fatto tecnico, ma un atto di riappropriazione consapevole della propria storia.



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