“Vivisezione del fumetto”: Marina Comandini Pazienza ospite all’Accademia dell’Aquila
di Redazione | 28 Marzo 2026 @ 14:09 | EVENTI
L’AQUILA – Prosegue il ciclo di incontri “Vivisezione del fumetto” all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Lunedì 30 marzo 2026 sarà protagonista Marina Comandini Pazienza, ospite del quinto appuntamento del programma curato dal docente Maicol Rocchetti.
L’incontro si svolgerà dalle ore 10:00 alle 12:00 presso il Teatro dell’Accademia e sarà aperto anche al pubblico, oltre che agli studenti.
Il progetto ha già portato all’Aquila alcuni tra i più noti autori del panorama nazionale, come Zerocalcare e Altan, confermandosi come un’importante occasione di confronto tra artisti e nuove generazioni.
Il percorso artistico di Marina Comandini Pazienza
Nata a Roma nel 1963, Marina Comandini Pazienza ha sempre avuto nel disegno il suo linguaggio principale. Dopo gli studi al liceo Mamiani, ha conseguito il diploma in illustrazione presso l’Istituto Europeo di Design.
Il fumetto rappresenta da sempre il suo ambito espressivo privilegiato. Nel 1985 incontra Andrea Pazienza, con cui condivide per tre anni un intenso percorso personale e creativo.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato storie a fumetti, realizzato campagne per Legambiente, manifesti teatrali, copertine e illustrazioni, oltre a scenografie e murales. Ha partecipato a numerose mostre e iniziative, tra cui campagne promosse da Amnesty International.
Ha inoltre preso parte a progetti televisivi con RAI Educational e a performance artistiche dal vivo, collaborando anche con David Riondino.
Tra fumetto, arte e sperimentazione
Autrice di diversi libri, tra cui Solinga, volendo (2006), La poesia uccide (2008) e Alice non sorride (2009), ha continuato negli anni a sperimentare linguaggi artistici diversi, integrando fumetto, arti visive e performance.
Dal 2013 si dedica anche all’organizzazione di eventi culturali, come il festival multidisciplinare “Per Aspera ad Astra”, e alla realizzazione di installazioni artistiche.
Parallelamente, dal 1988 cura e valorizza l’opera del marito Andrea Pazienza.
Il legame con la natura e l’attenzione all’universo femminile rappresentano elementi centrali della sua ricerca artistica.


