No, non è la stazione Termini
Siamo a L'Aquila, al Terminal Natali. Un uomo dorme a terra protetto da uno scatolone di cartone
di Michela Santoro | 22 Agosto 2023 @ 05:00 | ATTUALITA'
L’AQUILA – No, non è la stazione Termini e non è neanche Roma. Siamo a L’Aquila, al Terminal Bus ‘Natali’ e dietro a quel riparo di cartone, c’ è un uomo sdraiato su un fianco, coperto da un plaid.
Vicino a lui un paio di ciabatte e una bottiglietta d’acqua vuota. L’uomo giace tra le porte a vetri e la biglietteria. Sta ancora dormendo.
Immortalato da un utente abituale del terminal, le foto sono state pubblicate su Facebook.
In Italia, secondo l’Istat, i senza tetto e senza fissa dimora sono circa 100mila. ” Alcuni soggetti – scrive Openpolis – scelgono deliberatamente di fare una vita da clochard. Ma nella stragrande maggioranza dei casi è più probabile che ci siano altri fattori che conducono a questa situazione. Tra questi, uno dei più rilevanti è certamente la perdita del lavoro che può portare a un rapido peggioramento delle condizioni socio-economiche. Non devono poi essere trascurati altri fattori di marginalità, come ad esempio l’avere una cittadinanza diversa da quella italiana o problemi di natura sanitaria o psicologica”.
Persone particolarmente fragili che necessitano di aiuto, alle quali il Pnrr ha destinato una quota di risorse non solo per l’assistenza ma anche per l’avvio di percorsi per il reinserimento sociale.
450 milioni di euro, le risorse del Pnrr stanziate a favore delle persone senza fissa dimora, scrive ancora Openpolis, non tutte assegnate: i fondi residui ammontano a meno di 50 milioni.
Tra i 484 progetti selezionati, 262 rientrano nella categoria di interventi dedicati all’housing temporaneo per un valore complessivo di circa 177,9 milioni di euro. Gli altri 222 invece sono dedicati alle stazioni di posta per un ammontare di circa 227,1 milioni.
Cosa prevede il Pnrr
“La misura ‘Housing temporaneo e stazioni di posta’ – scrive ancora Openpolis – ha l’obiettivo di aiutare i senzatetto a trovare una sistemazione temporanea, soprattutto nei periodi più difficili dell’anno come quello invernale. Ciò potrà avvenire attraverso la costruzione di appartamenti per piccoli gruppi o famiglie e allo stesso tempo offrendo servizi integrati volti a promuovere l’autonomia e l’integrazione sociale.
Questo investimento è suddiviso in due sottovoci: la prima è dedicata all’housing temporaneo in cui i comuni, singoli o in associazione, potranno mettere a disposizione appartamenti per un periodo di tempo massimo di 24 mesi. Oltre a ciò dovranno essere attivati servizi personalizzati al fine di innescare un progetto di sviluppo del singolo o del gruppo per raggiungere una maggiore autonomia socio-economica.
La seconda sottomisura, invece, dedica fondi alla realizzazione delle cosiddette stazioni di posta, ovvero centri che, oltre a un servizio di accoglienza notturno, potranno offrire anche altri servizi come cure mediche, distribuzione di generi alimentari e orientamento al lavoro.
Un investimento che vede un coinvolgimento diretto, oltre che dei comuni, anche del mondo del terzo settore; nelle attività, pertanto, saranno coinvolte le associazioni di volontariato, specializzate nei servizi sociali, attraverso una stretta collaborazione con le pubbliche amministrazioni”.
“Anche i comuni -prosegue Openpolis – possono fare molto in questo senso attraverso una specifica voce di spesa contenuta nel proprio bilancio. Sono uscite dedicate al sostegno di persone che possono trovarsi in situazioni molto diverse tra loro.
Rientrano in questa categoria anche i senza tetto e senza fissa dimora e più in generale le persone a basso reddito o indigenti.
In questa voce – si legge – sono considerate le uscite per vitto, alloggio e indennità di denaro. Sono anche incluse tutte le spese relative alla gestione di strutture e servizi per la riabilitazione e l’inclusione di chi è a rischio di esclusione sociale”.




