Ordinanza deiezioni canine: “va bene, però…”

di Michela Santoro | 20 Agosto 2024 @ 05:00 | AMBIENTE
cane

L’AQUILA – Pulire lo sporco dei propri animali è fuori discussione. Si fa e basta. E anche se qualcuno ha storto il naso perché bisogna portarsi dietro la bottiglia dell’acqua per diluire le pipì che obiettivamente puzzano, come si dice, dura lex sed lex: ci si organizza, lo zainetto al posto della borsa e via a passeggio con il cane.

Oh, poi, in centro non mancano le fontanelle dove riempire le bottiglie svuotate dalle duecento pipì che un cane fa, in media, quando esce. Diciamo, insomma, che si può sopravvivere benissimo alla stretta del Comune che costringe anche gli incivili a farsi parte attiva della pulizia della nostra città.

Il però riguarda le deiezioni solide. Non è la prima volta che affrontiamo l’argomento. Finché i cani la fanno sull’asse centrale, una volta raccolta, la pupù trova albergo nei cestini disseminati nelle aree più frequentate.

Come ci si allontana, purtroppo, è una costellazione di sacchetti pieni, lasciati ovunque: sulle finestre, sui bordi della strada, sulle scatole dei servizi, nei portoni. A via Sassa, in fondo, c’è un buco di 20cm di diametro nella pavimentazione stradale, ripieno fino all’orlo di sacchetti di pupù. Su via San Marciano un cantiere implora di non buttare i sacchetti dentro il perimetro dei lavori. A Largo Maria Ferrari, i sacchetti sono incastonati nella rete di recinzione dello slargo.

Perché l’incivile è creativo forte quando è lontano dal secchio più vicino!

Dicevamo, bene l’ordinanza, meno bene la mancanza di cestini che andrebbero sistemati ex novo lungo le strade di accesso al centro, almeno le più battute. I sacchetti abbandonati sono davvero un brutto vedere che fanno il paio alle pipì non diluite.



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