Pastorizia in Abruzzo, l’allarme del Consorzio Agnello IGP: “Settore abbandonato, serve un tavolo urgente”
di Redazione | 29 Marzo 2026 @ 08:45 | ATTUALITA'
L’AQUILA – Un appello diretto alle istituzioni, alla politica e all’opinione pubblica: la pastorizia in Abruzzo non è semplicemente in difficoltà, ma “abbandonata”. È la denuncia del Consorzio di tutela dell’Agnello IGP del Centro Italia, che chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto sullo stato della zootecnia.
Secondo il Consorzio, la crisi non è frutto del caso ma di precise responsabilità politiche e amministrative. Negli anni sarebbero mancate strategie nazionali, visioni regionali e interventi concreti, mentre il comparto si è trovato a fare i conti con burocrazia, vincoli e scarsa attenzione.
A pesare anche il sistema dei titoli PAC, che – secondo la denuncia – avrebbe trasformato il pascolo in una rendita, penalizzando chi lavora realmente sul territorio.
Ambiente e pastori: un rapporto in crisi
Uno dei nodi principali riguarda il rapporto tra pastorizia e politiche ambientali. Il Consorzio critica un approccio definito “puramente protezionistico”, che finirebbe per escludere proprio chi ha contribuito a costruire e mantenere gli equilibri naturali.
La pastorizia, si sottolinea, ha modellato per secoli il paesaggio e gli ecosistemi. Tuttavia oggi, in molte aree protette, i pastori incontrano limitazioni e ostacoli che rendono sempre più difficile l’attività.
Infrastrutture carenti e condizioni difficili
Alla crisi strutturale si aggiungono problemi concreti: alpeggi abbandonati, strutture fatiscenti e mancanza di servizi essenziali. In alcuni casi, viene evidenziato, i pastori operano ancora senza accesso adeguato a acqua e infrastrutture di base.
Anche la trasformazione dei prodotti risulta penalizzata, con impianti non disponibili o costi aggiuntivi legati alle certificazioni DOP e IGP.
Il Consorzio ribalta la narrazione dominante: la pastorizia non sarebbe un fattore di rischio ambientale, ma una risorsa. Il pascolo, se gestito correttamente, contribuisce alla biodiversità, alla prevenzione degli incendi e al mantenimento degli ecosistemi.
Da qui la richiesta di un cambio di paradigma, che riconosca il ruolo centrale dei pastori nella tutela del territorio.
La richiesta: un tavolo urgente
Per affrontare la situazione, il Consorzio ha chiesto agli assessorati regionali all’Agricoltura e alla Sanità la convocazione urgente di un tavolo di confronto sulla crisi della zootecnia.
L’obiettivo è avviare un percorso concreto che punti su:
- filiere corte e valorizzazione dei prodotti identitari
- sviluppo del turismo legato al territorio
- sostegno all’occupazione nelle aree interne
- infrastrutture e servizi adeguati per chi lavora nel settore
Il documento è firmato dal presidente del Consorzio di tutela Agnello IGP Italia Centrale, Nunzio Marcelli.


