Pd L’Aquila, il progetto “Invisibili” non basta
di Alessio Ludovici | 01 Novembre 2025 @ 06:00 | POLITICA
L’AQUILA – “Ha ragione il consigliere Rotellini quando dice che all’Aquila servirebbe un dormitorio per i senza tetto”. A parlare sono Alessandro Tettamanti, segretario del circolo Pd L’Aquila Centro, e Nello Avellani, segretario comunale dei democratici, che intervengono nel dibattito apertosi dopo le recenti dichiarazioni del sindaco Pierluigi Biondi sui servizi di accoglienza per le persone senza dimora.
Secondo i due dirigenti dem, “il servizio inaugurato nel 2024, Sostegno agli invisibili, costituisce di certo qualcosa di positivo, ma dispone solo di una decina di posti e, che il sindaco Biondi ci creda o meno, non basta”.
Nel mirino del Pd anche il post pubblicato dal primo cittadino sui social, definito “una bestialità” dallo stesso Biondi nel rispondere alle parole del consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra. “A lui – scrivono Tettamanti e Avellani – va la nostra solidarietà. Il sindaco, attraverso dei freddi calcoli fatti sulla media dei dati Istat, stabilisce che all’Aquila ci sarebbero dodici senza tetto e che i richiedenti asilo sono tutti ospitati, mentre gli stranieri che non lo sono sarebbero tutti clandestini o latitanti”.
“Non è così – aggiungono –. Basti pensare ai tanti neo-maggiorenni che fino a pochi mesi fa erano considerati stranieri non accompagnati e che oggi si ritrovano senza niente, o a chi, pur essendo regolarmente in Italia, vive situazioni di disagio e non ha un tetto sotto il quale dormire. Può s쳭ere a chiunque, in poco tempo”.
Per il Pd, la realtà aquilana è ben diversa da quella tracciata dal sindaco: “L’Aquila è una città che supera la media di senza tetto, come dimostrano le tante persone che ogni notte dormono nei palazzi abbandonati, nei padiglioni dell’ex Op di Collemaggio, nelle abitazioni non ricostruite del centro, o nei parcheggi del Terminal e di Strinella 88. Le istituzioni non riescono a fare nulla”.
Sul tema, diverse associazioni hanno chiesto l’apertura di un tavolo in Prefettura, “attraverso il quale – spiegano i segretari – ci auguriamo si riesca finalmente a mettere a punto una rete capace di un intervento più pervasivo verso i bisogni di base presenti sul territorio”.
Un centro di accoglienza notturna, sostengono ancora, “sarebbe il minimo in termini di umanità che una municipalità possa offrire, come già avviene in tantissime città italiane. Serve a far passare il principio che in una società civile nessuno merita di dormire all’addiaccio, qualsiasi sia la causa della propria condizione. E questo vale ancor più all’Aquila, dove d’inverno le temperature diventano gelide”.
Tettamanti e Avellani puntano poi il dito contro l’amministrazione comunale: “Il sindaco Biondi, colpevolmente, non conosce questa realtà perché governa solo una delle città del suo multiverso: quella nobile e aristocratica, ricca e arricchita dai fondi della ricostruzione, in cui però si è accentuato il divario sociale tra chi ha troppo e chi ha troppo poco”.
“La ricostruzione lumaca e la mancata attenzione verso intere aree, lontane dalle poche strade vetrina, hanno creato una L’Aquila parallela del disagio – aggiungono –. Nonostante l’impegno delle associazioni, sono esplose contraddizioni simili a quelle delle piccole metropoli, a dimostrazione dell’incapacità di questa destra di governare persino il controllo del territorio”.
L’arrivo dei 40 afghani rimasti per alcune notti a dormire in strada “ha solo fatto esplodere un problema già esistente, con cui pezzi di città si confrontano ogni giorno nello sconforto. Poteva essere l’occasione per fare meglio e di più, non per scrivere lunghi sproloqui pieni di concetti imbarazzanti e trasformare l’indigenza in un pretesto per uno sguaiato attacco politico”.
“C’è solo da rimboccarsi le maniche e fare di più”, concludono i segretari Pd. “In questo contesto, con il Partito Democratico abbiamo raccolto beni di prima necessità che abbiamo consegnato alla Mensa Celestiniana, per provare a dare un piccolo contributo e mettere chi ogni giorno si confronta con situazioni di indigenza nelle migliori condizioni possibili”.


