Perdonanza, nel cuore della civitas che si prepara al corteo
di Alessio Ludovici | 23 Agosto 2022 @ 06:00 | PERDONANZA
L’AQUILA – E’ la giornata del corteo della Bolla che quest’anno si tiene straordinariamente il 23 agosto anziché il 28. E’ stata la storica visita del Papa che aprirà la porta Santa a costringere a spostare il corteo che per la prima volta si congiungerà simbolicamente con quello della Fiaccola del Perdono che invece, come da tradizione, al termine di una settimana di cammino tra i Comuni della provincia dell’Aquila, arriva in città il 23 agosto. Il corteo e il Cammino del Perdono sono le fondamenta del riconoscimento Unesco e la loro valorizzazione il viatico per mantenerlo nel tempo. Eventi dei cittadini, organizzati con pochi soldi ma con tanta passione. Del resto la bolla è affidata agli aquilani che la custodiscono da secoli e il senso del corteo è proprio rappresentare questa “custodia”.
Nella sede della Compagnia Rosso d’Aquila, uno dei gruppi di rievocazione storica cittadina, siamo andati ieri sera a vedere gli ultimi preparativi in vista del corteo. Gli ultimi perché in realtà il lavoro comincia in inverno spiega Nicoletta Calabrese che cura la sartoria del gruppo. Ogni tanto passa qualcuno, chi a ritirare il vestito chi a discutere gli ultimi dettagli in vesta del corte. Quest’anno a sfilare con la Compagnia Rosso d’Aquila saranno circa 60 persone, il doppio degli ultimi due anni in cui il covid ha più che dimezzato il numero di partecipanti totali al corteo. “I vestiti hanno bisogno continuamente di manutenzione, il lavoro quindi comincia in inverno” racconta Nicoletta. Poi ci gli aggiustamenti, modifiche da fare per la persona che lo indosserà che magari cambia di anno in anno. Una parte dei vestiti infatti sono gestiti dai gruppi storici. Chi fa rievocazione invece ha i propri. Quest’anno la visita del Papa ha prodotto però un curioso fenomeno: “Diverse persone, anche che non si occupano di rievocazione storica, hanno scelto di farsi fare il vestito” spiega ancora Nicoletta.
Ma come si fanno i vestiti? Dietro c’è lungo lavoro di ricerca storica, filologia e gusto devono calzare a pennello di chi lo indossa. Il pensiero corre subito a Giovanna Di Matteo che prima coordinava tutto questo lavoro di “sartoria”: “Abbiamo imparato da lei”. Sugli stili il discorso è lungo. “L’Aquila – spiega Nicoletta – ha una particolarità, qualcosa che renderebbe l’evento unico: è un corteo multisecolo”. In teoria potrebbero sfilare, e in parte è così, gruppi storici dei diversi secoli, persino del ‘700 ad esempio. Ma è un aspetto che ancora non emerge con chiarezza e che proprio nell’ambito del riconoscimento Unesco andrebbe chiarito e definito. La Rosso d’Aquila è un gruppo di rievocazione del ‘400, ad esempio il secolo d’oro della città dell’Aquila. “E’ organizzato come una compagna mercenaria dell’epoca, nel gruppo sfilano gli armati più le dame e i cavalieri che rappresentano il popolo”. Non ci possono essere figuranti che rappresentano il clero ovviamente, perché ci sono quelli ‘veri’. E’ nata in onore di Rosso Guelfaglione spiega Andrea Tozzi che intanto ci mostra la sede del gruppo dove oltre alla rievocazione storica si faranno anche attività di scherma storica e arti marziali.
Rosso Guelfaglione, amico stretto di quell’Antonucci Camponeschi protagonista della battaglia di Bazzano, l’evento del 2 giugno che la compagnia rievoca ogni anno con tanto di bombarde storiche. “L’aspetto laico della Perdonanza è molto importante” ricorda Andrea. “E il corteo è la rappresentazione della civitas che difende la Bolla di Celsestino, è la rappresentazione di questo epos cittadino”.







