Caccia ai voti (e agli uccellini): il duello Pietrucci-Imprudente si fa personale
di Nemo | 25 Giugno 2025 @ 05:06 | EDITORIALI
Politica piumata: benvenuti nello scontro più assurdo dell’estate abruzzese
Nel ring istituzionale abruzzese, questa volta a volare non sono soltanto parole, ma anche — idealmente — stormi di fringuelli e storni. Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e l’assessore alla caccia Emanuele Imprudente hanno trasformato una questione faunistica in un corpo a corpo politico che sa più di teatro che di amministrazione.
Il pretesto? Una delibera della Conferenza Stato-Regioni che autorizza l’abbattimento di oltre 27.000 uccellini. Pietrucci insorge, Imprudente smentisce. E intanto, tra accuse reciproche e invettive velenose, la fauna selvatica diventa ostaggio della retorica.
La miccia: storni, fringuelli e una delibera “dimenticata”
Il consigliere dem non ha usato mezzi termini. In un comunicato che sembra più uno sfogo in diretta social, Pietrucci denuncia un “cinismo e un odio per la vita” che – a suo dire – avrebbero guidato l’approvazione della ripartizione nazionale per l’abbattimento degli uccelli.
Non solo: allega la Delibera n.87/CSR del 12 giugno 2025, che confermerebbe il via libera alla strage piumata. E accusa Imprudente di tentare goffamente di “nascondersi dietro un dito”, fingendo di non saperne nulla. Insomma: o è stato distratto, o è stato complice.
“Se è davvero contrario, allora voti la mia risoluzione per ritirare l’assenso. Vediamo chi ha il coraggio di metterci la faccia.”
L’assessore, da parte sua, rigetta tutto. Definisce la notizia una “bufala colossale” e accusa il suo avversario di non conoscere nemmeno gli atti amministrativi. Il calendario venatorio regionale, sostiene, non prevede nulla di simile. Quindi: nessun fringuello verrà sacrificato.
Il tono si fa sarcastico, quasi beffardo:
“Sorprende la sensibilità da novello San Francesco del consigliere Pietrucci. Peccato che, in questa legislatura, abbia firmato zero proposte di legge.”
E poi l’affondo personale: secondo Imprudente, le uscite pubbliche di Pietrucci sarebbero nient’altro che prove generali in vista di una possibile candidatura a sindaco dell’Aquila. Tutto, insomma, tranne che sincera preoccupazione per gli uccellini.
La polemica si trasforma presto in una disputa dal sapore tragicomico. Pietrucci cita l’immaginario infantile: i bimbi che crescono tra disegni di cerbiatti e uccellini colorati, l’educazione al rispetto della natura, il metodo Montessori. Poi la frecciatina velenosa:
“Forse Imprudente dovrebbe farsi un giro negli asili nido per capire il valore simbolico di ciò che vuole far fuori.”
Imprudente, dal canto suo, replica con un elenco puntuale di fondi ottenuti, investimenti, milioni stanziati e successi amministrativi, tra agricoltura, idrico e Green Community. Il tutto per smontare l’immagine di un assessore fannullone e insensibile.
Ma Pietrucci rilancia, con un curriculum dettagliato che va dal Masterplan ciclabile alla Film Commission, fino alla difesa del Parco Sirente e alla battaglia per l’ospedale dell’Aquila. Una sfilza di interventi che servono più a ribadire chi “ha fatto cosa” che a chiarire la questione degli uccelli.
Quello che resta sullo sfondo, tra sarcasmo e accuse, è il tema centrale: l’ambiente. E soprattutto il ruolo della politica regionale nel preservarlo. Perché, mentre si discute se l’autorizzazione all’abbattimento sia formale o solo potenziale, nessuno sembra voler affrontare il nodo di fondo: ha senso uccidere 27.000 piccoli volatili in nome dell’agricoltura?
Sotto la polemica, il sospetto di una campagna elettorale anticipata
Tra le righe, il vero tema potrebbe non essere la caccia ma la successione politica. Le bordate personali, le rivendicazioni storiche, la teatralità dei comunicati… tutto fa pensare a una schermaglia da pre-campagna. Con l’Aquila a fare da premio in palio.
Imprudente, da vicepresidente e assessore, difende l’apparato. Pietrucci, da eterno consigliere ribelle, costruisce l’immagine dell’alternativa. E nel mezzo, i cittadini abruzzesi, che vorrebbero meno chiacchiere e più tutela concreta dei territori.
Il festival dell’ipocrisia istituzionale
Se davvero 27.000 fringuelli rischiano la vita, la politica dovrebbe parlarne con dati, piani e buon senso. Invece, da giorni, si assiste a uno scambio di frecciate degno di una serie tv più che di un’aula consiliare.
E allora, alla fine, chi ha ragione? Forse nessuno. O forse entrambi. Di sicuro, a perderci sono ancora una volta le buone pratiche amministrative, il senso civico… e sì, pure gli uccellini.


