Quando l’alimentazione compromette la crescita
Dott. Alimonti: “Gestione nutrizionale più attenta”
di Barbara Ulian | 05 Ottobre 2025 @ 05:33 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
L’AQUILA – Dietro l’apparente normalità delle abitudini alimentari infantili si nascondono squilibri che incidono sul metabolismo e sugli assetti ormonali. Carenze di vitamine e minerali, unite all’abuso di zuccheri raffinati, possono trasformarsi in un terreno pericoloso per patologie che condizionano lo sviluppo e la salute dell’adulto di domani.
A chiarire i legami tra alimentazione, metabolismo e salute ormonale è il dottor Gianluca Alimonti, biologo nutrizionista specializzato in nutrizione clinica e dimagrimento.
“In ambito nutrizionale le valutazioni anamnestiche e i referti ematici dei pazienti in età pediatrica sono molto spesso simili o addirittura sovrapponibili a quelli degli adulti.
La cattiva gestione dell’aspetto alimentare, con carenze importanti di micronutrienti – tra cui sostanze minerali e vitaminiche – e il continuo eccesso di carboidrati raffinati e zuccheri liberi, produce condizioni patologiche che, se non affrontate tempestivamente sul piano metabolico, possono evolvere in disturbi più gravi e compromettere la salute futura”, spiega il dottor Alimonti.
“Fino a qualche anno fa si riteneva che il tessuto adiposo avesse la sola funzione di immagazzinamento energetico. Negli anni successivi, invece, sono state scoperte al suo interno sostanze che lo rendono paragonabile a un vero e proprio organo endocrino”, prosegue il biologo nutrizionista.
“Tra queste sostanze non possiamo dimenticare la leptina, un ormone che, attraverso i nuclei ipotalamici, regola il feedback nutrizionale legato al senso di sazietà, spesso alterato dagli eccessi di massa adiposa.
Fra gli enzimi, merita attenzione l’aromatasi, presente in quantità elevate nei soggetti con accumulo adiposo e capace di trasformare il testosterone in estrogeno (estradiolo)”, aggiunge Alimonti.
“Questa condizione incide nei soggetti maschili sull’asse endocrino ipotalamo–ipofisi–gonadi, provocando ginecomastia (sviluppo di tessuto mammario), riduzione del testosterone, calo della libido e, nei casi più gravi, disfunzione erettile.”
“Diventa quindi indispensabile una gestione nutrizionale più attenta, orientata all’integrazione di numerose sostanze essenziali per l’organismo, in grado di prevenire meccanismi di malnutrizione che risultano particolarmente dannosi nei soggetti in fase di crescita e sviluppo”, conclude il dottor Gianluca Alimonti, biologo nutrizionista specializzato in nutrizione clinica e dimagrimento.


