Running Club L’Aquila, trasferta a Roma tra Fori e Circo Massimo

di Fabio Iuliano | 21 Marzo 2026 @ 21:05 | SPORT

ROMA – Si sono ritrovati tra i Fori Imperiali, con il Colosseo di lato e quella domanda che nelle corse non agonistiche resta sempre sospesa: a quanto si va al minuto? I ragazzi del Running Club L’Aquila, a Roma, hanno dato il massimo.

Alla Acea Water Fun Run, prova che anticipa la maratona capitolina, hanno portato il loro stile: t-shirt bianca di ordinanza, gruppo compatto, facce allegre, poca posa e molta presenza. Il percorso li ha accompagnati dai Fori al Circo Massimo, poi verso Caracalla, con una salita capace di farsi sentire, e di nuovo giù fino al rientro. Cinque chilometri che, più che imprese, chiedevano un passo condiviso, il gusto di stare dentro la città per una mattina e attraversarne un pezzo insieme.

Nella foto c’è già mezzo racconto. I pettorali azzurri appuntati sulle maglie, i sorrisi larghi, qualcuno che alza le dita in segno di vittoria, un ukulele giallo spuntato quasi come una battuta interna, perfino una mascotte improbabile a forma di dinosauro. Più che una trasferta agonistica, una piccola comunità in movimento. Senza bisogno di spiegarlo troppo. Anche perché il senso, in questi casi, sta spesso nelle cose minime: aspettarsi all’arrivo, rallentare per chi resta dietro, farsi trovare tutti davanti alla stessa lente.

Il Running Club L’Aquila è nato nell’ottobre 2025 da un’idea semplice e, proprio per questo, efficace: prendere il giovedì universitario e spostarlo di qualche metro, dal locale alla strada. Tre studenti di Scienze motorie, un gruppo WhatsApp, la voglia di correre insieme. In due settimane erano già oltre 200. Oggi sono più di 260, tra studenti, lavoratori, matricole e persone che cercavano solo un modo meno solitario di allenarsi.

La loro forza sta lì. Niente retorica sul benessere, nessuna liturgia da sportivo perfetto. Solo il gesto più elementare: uscire di casa e raggiungere gli altri. A Roma cercavano anche una conferma. L’hanno trovata tra i Fori Imperiali, Caracalla e il ritorno al Circo Massimo, con una maglia bianca addosso e un’identità che ormai si riconosce subito. Anche fuori dall’Aquila.



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