Scoperta una necropoli della prima età del ferro

di Redazione | 02 Ottobre 2025 @ 16:41 | CULTURA
Scoperta una necropoli della prima età del ferro

ATRI (TE) – Una scoperta archeologica di grande rilievo è emersa nel corso dei lavori per la realizzazione del nuovo metanodotto Cellino Attanasio – Pineto, nel comune di Atri, in località Casoli – contrada Casabianca. Durante le attività di sorveglianza archeologica, condotte dalla società ArcheoLab per conto della Società Gasdotti Italiani S.p.A. (SGI), sono stati rinvenuti i resti di una necropoli risalente alla prima età del ferro, finora sconosciuta nell’area.

Secondo le prime analisi, gli scavi, diretti scientificamente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, hanno portato alla luce dieci tombe ad inumazione, databili tra l’850 e il 750 a.C., identificate grazie ai corredi funerari.

“La scoperta di questa necropoli rappresenta un ritrovamento di grande interesse, che arricchisce in modo significativo la conoscenza storica del nostro territorio”, ha dichiarato la soprintendente Cristina Collettini. “Ogni oggetto, ogni tomba, è una traccia silenziosa di vite vissute che possiamo restituire alla storia collettiva grazie alla collaborazione tra istituzioni, archeologi e imprese”.

Tra i sepolcri emersi, alcune tombe conservano ancora tracce dei tumuli di copertura composti da ciottoli fluviali, con circonferenze tra i 7 e i 15 metri, secondo una tipologia funeraria diffusa in Abruzzo durante l’età del ferro. Le sepolture si riferiscono sia a uomini e donne adulti, sia a bambini al di sotto dei due anni.

“Esprimo soddisfazione per la disponibilità e la collaborazione della società incaricata dei lavori – ha aggiunto la soprintendente – che ha operato in sinergia con la nostra funzionaria di zona, l’archeologa Gilda Assenti. È un esempio concreto di come sviluppo e tutela possano convivere nel rispetto del patrimonio culturale”.

I reperti rinvenuti sono stati documentati, messi in sicurezza e prelevati per le successive operazioni di conservazione e restauro, in accordo con la normativa vigente. Gli scavi sono in corso da alcuni mesi, ma la scoperta era rimasta riservata per motivi di sicurezza e tutela, grazie anche alla collaborazione del Comune di Atri, che ha rispettato il vincolo di riservatezza richiesto.

Nonostante la rilevanza dei ritrovamenti, i lavori per il metanodotto non hanno subito rallentamenti: le soluzioni tecniche adottate da SGI S.p.A. hanno consentito la salvaguardia dell’area archeologica e il regolare proseguimento dell’infrastruttura.



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