Screening, Biondi: “Pochi contagi, ecco perché”. Frecciate a Cgil e non solo

di Alessio Ludovici | 07 Dicembre 2020 @ 19:17 | ATTUALITA'
Biondi

L’AQUILA – “Ringrazio i cittadini, che hanno compreso che non si trattava solo di capire individualmente se si è positivi o meno, ma di vedere a che punto siamo come territorio”. E’ finito lo screening, anche se ci saranno alcune appendici per la riapertura delle scuole e per i parenti degli ospiti delle Rsa, e Biondi ha fatto il punto e si è tolto anche qualche sassolino dalle scarpe. Ventitremila, dato parziale, i tamponi somministrati, “leggermente inferiore all’obiettivo dei 25mila che ci eravamo dati e i positivi sono 54, più 15 dubbi. 
Il dato dei test il sindaco lo ha letto in diversi modi, oltre a tutte le categorie escluse da stesso, hanno contribuito gli enti che hanno proceduto da soli, come la Soprintendenza ad esempio, ma soprattutto le importante attività di tracciamento sviluppate dalla Asl nel corso delle settimane. In parte è ascrivibile al fatto che “probabilmente la parte meno coscienziosa della città non si sia sottoposta al test”. 
“Un campione soddisfacente”, lo ha comunque definito comunque il sindaco, “con un dato di contagi molto basso, che stride con l’immagine che ci siamo dati in queste settimane ma ciò va spiegato sia grazie al lavoro sanitario sia alle restrizioni che ci sono state”.
“Un lavoro organizzativo comunque importante e imponente”, sono state 360 persone coinvolte, tra medici, infermieri, biologi, studenti di discipline affini, dipendenti comunali e delle partecipate e dell’Usra. Per quanto riguarrda i materiali sono stati acquistati 90 portatili, 60 stampanti, 60 lettori ottici, 60 mouse, cancelleria, 3mila risme di carta, divisori in plexiglass, ecc e 600 interventi di sanificazione sono stati svolti sulle sedi, sono state inoltre affittate due cliniche e forniti pasti per 1000 operatori, in soli 5 giorni uno sforzo importante da parte del Comune dell’Aquila, di cui il sindaco va orgoglioso: “Io desidero ringraziare i cittadini che si sono sottoposti allo screening, che non lo hanno fatto solo per loro, ma hanno capito che era importante dare una risposta alla comunità, ringrazio anche la Regione Abruzzo, l’Agenzia Regione Protezione Civile, Asr, Asl, Provincia dell’Aquila per le palestre, il prefetto, la questura, l’università, l’ordine dei medici e l’ordine degli infermieri per i sanitari senza i quali non sarebbe stato possibile fare questa attività, il Comando provinciale dei Carabinieri per i drive, Dante Labs, la Croce Rossa italiana,la federazione italiana tabaccai, le associazioni di volontariato e i volontari singoli”.
“Un esperimento che non ha pari nel resto di Italia – ha spiegato Biondi, “perché la provincia autonoma di Bolzano non è comparabile per numero di dipendenti risorse che ha a disposizione, L’Aquila rappresenta quindi un modello importante”. Un modello che è stato studiato da vicino anche dal sindaco e dalla Asl di Teramo che sono venuti per cercare di replicarlo per l’attività di screening che faranno intorno alle festività natalizie.
“E’ stata scritta una pagina importante nella città dell’Aquila – ha dichiarato Biondi – L’Aquila non era Bergamo, io ho detto subito che non eravamo Bergamo, il presidente Marsilio ha utilizzato un immagine metaforica per spiegare il rapporto tra L’Aquila e l’Abruzzo, paragonandolo a quello tra Bergamo e l’Italia della prima ondata”.
Le note polemiche, infine. Sul volontariato: “Il volontariato interviene nel momento in cui il pubblico non riesce a fare le cose cui è deputato, e noi avevamo chiesto al volontariato di fare attività di accettazione e refertazione che sono cose che si possono fare tranquillamente pur non essendo sanitari che è stato curato anche da Maurizio Ardingo”.
Tutt’altro il tono nei confronti con la Cgil: “Non voglio essere provocatorio con la Cgil ma rimarrà alla cronaca di questa emergenza avendo portato come elemento di dibattito i buoni pasto per i dipendenti in smart-working, definita da una circolare scellerata del ministro Dadone, o il non dover segnalare gli orari della timbratura. Nessuno vuole eccepire i diritti dei lavoratori pubblici però mi sembra che la Cgil – una parte almeno ha specificato successivamente – si è concentrata sui diritti dei garantiti. Di Vittorio si sarebbe rivoltato nella tomba, mi deprimono queste cose.”
Qualche mal di pancia però sembrerebbe trasparire nei confronti di ambienti vicini. “Quando si muore si muore soli”, ha eloquentemente chiosato citando Il Testamento di De André, in merito al supporto della Regione. E sulla Asl infine: “E’ venuto Brucchi – il manager della Asl di Teramo – a trovarci”. Una conferenza stampa che probabilmente lascerà strascichi, e forse produrrà qualche nuova fibrillazione nel centrodestra abruzzese. 

 



TAGS