Sicurezza L’Aquila, primo confronto in commissione

di Alessio Ludovici | 17 Ottobre 2023 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Primo confronto, nella Commissione politiche sociali del consiglio comunale aquilano, sul tema sicurezza. Convocata dal presidente Fabio Frullo la riunione era stata richiesta dalla consigliera Katia Persichetti per far luce, in questo primo incontro, sulle condizioni delle case famiglia. Dalla discussione è emersa una realtà diversa da quella nel dibattito politico delle ultime settimane.

A spiegare la situazione sono stati in particolare l’assessore Manuela Tursini e il segretario generale Lucio Luzzetti. Presenti anche le case famiglie i cui rappresentanti, pur non invitati in prima battuta, sono stati alla fine ascoltati dalla commissioni.

Assente invece il Prefetto che, ha informato il presidente Frullo, ha assicurato un incontro in separata sede. Assenti anche il Questore, il Comando provinciale dei Carabinieri e quello regionale della Guardia di Finanza. Con loro la Commissione voleva fare un punto sui numeri dei fenomeni di criminalità in città.

E’ stata comunque l’occasione per cominciare a fare un po’ di chiarezza. Quello che è emerso è una situazione complessa ma molto diversa da certe semplificazioni. I protagonisti di tante vicende di cronaca spesso non c’entrano nulla con gli ospiti delle strutture. Quest’ultime, peraltro, sono impegnate a fondo nella prevenzione di certi comportamenti.

“Condividiamo le preoccupazioni di tutti voi” – ha esordito Goffredo Juchich della comunità Crescere Insieme: “Noi quotidianamente le affrontiamo sul campo faticosamente cerchiamo di dare delle risposte educative. Abbiamo bisogno delle istituzioni, delle forze dell’ordine delle università e delle scuole. Affrontiamo ragazzi spesso oppositivi ed arrabbiati ma a nostra disposizione abbiamo esclusivamente strumenti educativi. Non abbiamo poteri repressivi e, a volte, sono le prime vittime dei comportamenti di certi ragazzi”.

A fronte di situazione complesse, ha ricordato Juchich, le comunità da anni riescono a garantire percorsi di integrazione di successo con tanti ex ospiti che lavorano e tirano su famiglie.

Le case famiglia aquilane, è stato ricordato, hanno peraltro un sistema di accreditamento con standard molto più elevati di gran parte delle città italiane. All’Aquila è prevista la presenza di educatori, psicologi e assistenti sociali.

A confermare le parole di Juchich gli interventi del segretario generale Luzzetti e dell’assessore Manuela Tursini. Luzzetti ha ricordato le azioni messe in campo dal Comune, i controlli e la collaborazione molto stretta con le comunità, ma anche gli interventi di educazione di strada con il progetto “Giovani al Centro” – ne abbiamo parlato ieri mattina – dal quale peraltro è emerso che nei luoghi più critici di presenza giovanile la percentuale di ospiti delle case famiglia è del tutto marginale.

Infine i numeri, che il segretario ha snocciolato ai consiglieri: 88 minori non accompagnati che hanno come primo punto di accesso L’Aquila in questo momento, in netto calo rispetto al passato. A questi si aggiungono un’altra novantina di ragazzi che vengono collocati all’Aquila da Questure e Prefetture di città che non riescono a collocare tutti, Roma in particolare.

“Non bisogna fare confusione” ha spiegato anche l’assessore Tursini, “o cadere in discorsi semplicistici. La realtà è molto complessa e l’Assessorato si sta attivando già da tempo per tenere monitorata la situazione e predisporre misure contro le devianze”.

“Le case famiglia sono un interlocutore fondamentale per gestire un problema importante come quello dell’immigrazione ed è semplicistico additarle come il problema. L’Assessorato ha elevato gli standard per l’accreditamento delle strutture, richiedendo molti più requisiti rispetto a quanto avviene in altri comuni. Grazie alla professionalità di educatori, psicologi e assistenti sociali, le Case -Famiglia funzionano bene. Fanno un lavoro costante e silenzioso per offrire ai ragazzi un tetto e delle opportunità per il futuro”.

“Non bisogna minimizzare il problema – ha sottolineato l’Assessore – ma piuttosto conoscerlo più in profondità, affrontarlo in maniera globale. L’Amministrazione Comunale ha l’interesse a fare rete con la Prefettura e le Forze dell’Ordine in modo da arginare i fenomeni di delinquenza minorile”.

A tal proposito l’assessore ha ricordato il tavolo tecnico con il Prefetto che si è riunito lo scorso 9 ottobre sul tema della sicurezza. In quell’occasione sono state attenzionate in particolare le dinamiche che interessano i migranti che vengono collocati dalla Questura e dalla Prefettura.

“Molti minori che arrivano all’Aquila con il flusso migratorio sono maggiori di 16 anni. Non sono tenuti all’obbligo scolastico, perciò si rende necessario offrire ai ragazzi alternative valide alla strada. Grazie ad un protocollo d’intesa, in via di definizione, con il Comando dei Carabinieri dell’Aquila, si intende infatti promuovere delle attività per coinvolgerli”.

Le posizioni dei partiti

Chiarito il ruolo delle comunità, la commissione ha approfondito, anche con gli assessori Cucchiarella e Taranta, i temi generali della sicurezza. Dalla videosorveglianza, ancora in corso di implementazione, all’assenza di un comandante dei Vigili urbani. Dai banchi dell’opposizione, in particolare, sono arrivate le stoccate anche per le contraddizioni emerse in questa settimana all’interno della maggioranza.

Il Passo Possibile, con la consigliera Emanuela Iorio, ha ricordato l’azione che il movimento aveva tentato mesi fa, con un percorso di audizioni promosso dal consigliere Tomassoni. Anche da Forza Italia, con il consigliere Daniele D’Angelo, è arrivata la richiesta di un’attenzione maggiore da parte della giunta comunale. Non tanto alla questione delle case famiglie, ma piuttosto sul tema generale della sicurezza.

“Le classifiche – così D’Angelo rispondendo a Fratelli d’Italia, che in queste settimana ha particolarmente enfatizzato quella del Sole 24 Ore – sono basate sulle denunce, ma tanti episodi non vengono denunciati perché non si arriva a quel punto”.

Critici sul modo di gestire la vicenda, i gruppi di minoranza del Partito Democratico, L’Aquila Coraggiosa, L’Aquila Nuova e Passo Possibile. “Non possiamo che ringraziare l’assessora al Sociale Manuela Tursini e il dirigente Luzzetti per aver dimostrato, con la dovizia dei dati e della conoscenza, come l’istituto delle case famiglia sul territorio sia funzionante e come spesso il lavoro messo in campo vada oltre l’ordinario nell’esclusivo interesse dei minori sotto tutela”.

“Ci rammarica – la critica alla maggioranza – di non aver avuto un confronto scevro dai pregiudizi poiché sono proprio quelli che portano le riflessioni e le azioni conseguenti fuori dalla realtà dei fatti. Gli episodi di violenza occorsi in questi mesi in centro storico che tanto hanno scosso l’opinione pubblica sono localizzati tutti in aeree recuperate della città, non nelle zone rosse né in palazzi fatiscenti. A dimostrazione di quanto la nostra attenzione di amministratori si debba focalizzare anche sulla ricostruzione sociale e sulla mancanza di luoghi di aggregazione per i giovani oltre che sul problema della carenza di personale delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale, sull’implementazione della videosorveglianza con l’approvazione di un regolamento attuativo e sul potenziamento l’illuminazione pubblica laddove carente.”



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