Sull’aperitivo della vigilia. Prosperococco, “sì è tradizione”.
di Redazione | 27 Dicembre 2022 @ 14:45 | RACCONTANDO
In merito alla questione se l’aperitivo della vigilia di Natale a L’Aquila sia o meno una tradizione, interrogativo posto da Isabella Benedetti in un suo articolo, risponde Massimo Prosperococco sulla sua bacheca Facebook.
Si, è una tradizione.
Ho letto con attenzione un articolo su L’Aquila Blog sull’aperitivo del 24 dicembre a L’Aquila, un articolo equilibrato e in molti suoi aspetti condivisibili. La cosa sulla quale ho una posizione diversa è sull’affermazione che l’aperitivo del 24 dicembre non è una tradizione.La prima domanda da porsi è cos’è una tradizione, quando inizia e quando termina.L’aperitivo del 24 nasce molti anni prima del sisma, nasce tra un piccolo gruppo di frequentatori assidui della La Cantina del Boss. È un aperitivo laico, alternativo, di socialità, in contrapposizione al Natale consumistico che negli anni si andava affermando sempre più. Erano al massimo all’inizio qualche decina di persone e in seguito qualche centinaio che si incontravano alle 12,00 il 24 dicembre nella cantina del boss. Poi c’è stato il sisma, che ci ha sparpagliati in mezza Italia, finché l’8 dicembre del 2009 il Boss riaprì. Fu una giornata per chi la ha vissuta indimenticabile, che ci permise dopo mesi di riabbracciarci, una emozione fortissima. In quella occasione si capì molto bene che avevamo bisogno di ricostruire, prima delle case, la socialità, quella rete sociale che il terremoto aveva frantumato. Il 24 dicembre del 2009 infatti ci fu il passa parola sui social e tramite sms (whatsapp ancora non esisteva)“ce vedemo il 24 alle 12 aju boss!”.L’evento fu memorabile, un migliaio di persone erano lì fuori dalla cantina del boss a brindare ad abbracciarsi, a piangere e suonare, volevamo riaprire la città, eravamo gli sfollati che tornavano nel cuore dell’Aquila.Gli anni successivi fu un crescendo, specialmente tra i giovani che dovevano socializzare.Oggi è diventata proprio una tradizione popolare radicata, che nasce inizi anni ‘90, che può far storce il naso e che può farci arrabbiare per lo sporco in giro (ma qui ci sarebbe molto da dire sulla pessima gestione degli spazi esterni da parte degli esercenti).Le tradizioni nascono e muoiono. Io non mi preoccuperei delle nuove tradizioni che nascono, ma di quelle che muoiono, come il secolare mercato ambulante di Piazza Duomo sul quale scenderà una pietra tombale definitiva con il prossimo rifacimento della pavimentazione in pietra bianca, facendo dimenticare un pezzo di storia fondamentale della nascita e sviluppo della città.Il sisma ha cambiato socialmente la città, il mercato ambulante è scomparso, l’aperitivo ha risposto alla richiesta di comunità del territorio.La storia va avanti.
tradizione/tra·di·zió·ne/sostantivo femminile“Il complesso delle memorie, notizie e testimonianze trasmesse da una generazione all’altra”
L’aperitivo della vigilia di Natale in centro. E’ vera tradizione?


