Carcere di Sulmona, telefoni nascosti nei dolci: nuova allerta sicurezza

di Redazione | 09 Novembre 2025 @ 17:45 | CRONACA
torna in carcere di Sulmona

SULMONA – Dopo i recenti episodi di droni utilizzati per introdurre oggetti proibiti all’interno del penitenziario, al carcere di Sulmona è stato scoperto un nuovo stratagemma per far arrivare telefoni cellulari ai detenuti.
Durante i controlli ordinari dei pacchi postali in arrivo al casellario detenuti, il personale ha rinvenuto tre dispositivi nascosti in contenitori di alluminio per dolci.

Un nascondiglio ingegnoso, ma non sufficiente a eludere la sorveglianza degli agenti della Polizia penitenziaria, che hanno intercettato i telefoni prima che potessero entrare in circolazione tra i detenuti.

A commentare l’episodio è stato Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp (Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria – Sindacato Polizia Penitenziaria):

“Resta la piaga dei tanti, troppi telefoni all’interno delle carceri italiane. Non è azzardato considerare la moda del telefonino la più difficile forma di tossicodipendenza da combattere. Una moda che impegna gran parte del genere umano e che, ahimè, non risparmia i detenuti”.

Nardella ha espresso il suo compiacimento per la professionalità del personale penitenziario, che ancora una volta ha dimostrato “innato acume e abilità nel perquisire”, riuscendo a scoprire una violazione altrimenti difficile da individuare.

Il sindacalista ha ricordato come il fenomeno dei telefoni cellulari nelle carceri sia ormai un problema strutturale. Solo pochi giorni fa, Nardella aveva denunciato la crescente minaccia dei droni utilizzati per far arrivare cellulari e droga sopra le mura del penitenziario di Sulmona.

“Mi raccontano di droni il cui suono, simile a quello delle zanzare, ha permesso agli agenti di intercettarli”, aveva spiegato. “Ma molto resta da fare: servono reti antintrusione e jammer, come richiesto anche dal procuratore Gratteri”.

Secondo Nardella, la prevenzione passa per investimenti strutturali e un adeguato numero di agenti, condizioni essenziali per garantire sicurezza e ordine negli istituti penitenziari.



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